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	<title>Famiglia Domani</title>
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	<description>In difesa della famiglia e della vita</description>
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		<title>Cosa sta accadendo in Croazia?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 15:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[(su Libertà e Persona) Gli amici di “Vigilare”, in Croazia, stanno cercando di scongiurare una legge introdotta dal governo in gran fretta, sulla fecondazione artificiale (che prevede tra l’altro nessun rispetto per l’embrione,  l’adozione a single e omosessuali e la &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/04/06/cosa-sta-accadendo-in-croazia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-181" title="Mevd" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/04/Mvd-300x61.gif" alt="" width="300" height="61" />(su <em><a href="http://www.libertaepersona.org/wordpress/2012/04/cosa-sta-accadendo-in-croazia/" target="_blank">Libertà e Persona</a></em>) Gli amici di “Vigilare”, in Croazia, stanno cercando di  scongiurare una legge introdotta dal governo in gran fretta, sulla  fecondazione artificiale (che prevede tra l’altro nessun rispetto per  l’embrione,  l’adozione a single e omosessuali e la fine del concetto di  famiglia naturale…). Riportiamo un intervento di Krešimir  Miletić, invitando chi può anche ad aiutare l’associazione con un  piccolo versamento sul conto del Mevd (causale: pro Croazia) che sarà  girato a Vigilare<strong><strong><span id="more-180"></span></strong></strong> <strong><br />
Krešimir Miletić: Signor Ministro, quando è morta la Sua coscienza? </strong></p>
<p>Durante il primo “Question time” nel Parlamento croato, il 18 gennaio  2012, il Primo Ministro Milanović ha annunciato l’istituzione della  dittatura della <em>‘loro visione del mondo, con la quale hanno vinto alle elezioni’.</em> Egli l’ha detto chiaramente, sottolineando che la Commissione  incaricata di redigere la nuova legge sulla cosiddetta fecondazione  medicalmente assistita avrebbe avuto come criterio principale  l’idoneità, ma che l’agire sarebbe stato guidato proprio dalla visione  del mondo. Questa dichiarazione è stata preceduta da una comunicazione  che ha evidenziato qual è tale visione del mondo. In un messaggio  discriminatorio e offensivo del Ministro della Salute Rajko Ostojić  indirizzato all’opinione pubblica croata, egli ha posto i cittadini  croati in due secoli differenti, il ventesimo e il ventunesimo, a  seconda del grado di accettazione del fatto che l’inizio della vita  umana inizia con il concepimento o <em>‘kada majka osjeti kretnje u trbuhu, kada se dijete rodi i prvi puta zaplače’, </em>inserendo i primi nel contesto di un mondo rigido e arretrato.</p>
<p>Non è trascorso molto tempo prima che iniziasse il consueto salto  mortale di contestazioni, smentite e giri di parole reciproci tra il  pensiero del premier da una parte e dei suoi ministri dall’altra.</p>
<p>Qualche giorno dopo l’annuncio di Milanović sul principale criterio  adottato per regolare la materia, cioè la visione del mondo, nel  confronto televisivo su RTL2 con l’autore di queste righe, il ministro  Rajko Ostojić ha “<em>semplificato al massimo</em>” affermando che il criterio sarebbe stato invece la professionalità.</p>
<p>Abbiamo quindi appreso che la Commissione operava in modo pregevole e  coscienzioso, che essa in modo professionale stava elaborando una  proposta di legge la quale, come aveva affermato il Ministro – avrebbe  rappresentato uno spaccato di tutte le conoscenze scientifiche, legali  ed etiche sulla questione della fecondazione medicalmente assistita.</p>
<p>In un solo giorno abbiamo poi potuto vedere che in realtà il Primo  Minisro Milanović aveva ragione, e il ministro Ostojić era solamente un  sognatore esaltato che costruisce castelli sulla sabbia giocando con le  questioni della vita e della morte dei bambini, snocciolando statistiche  di probabilità su quanti bambini concepiti sarebbero sopravvissuti agli  esperimenti nei laboratori, congelamenti e scongelamenti, selezioni,  umiliazioni e rigetti, ascoltando i consigli di tutti quelli che  guadagnano molto bene su queste procedure, confrontando l’abilità dei  biologi appassionati con l’abilità e il successo della natura stessa, e  fantasticando sul fatto che la legge più avanzata, più liberale e  migliore di tutte avrebbe portato il suo nome.</p>
<p>In tutto questo ha dimenticato chi in realtà guida la Coalizione e  chi davvero ha il potere di parola (HNS), fino al punto che in un solo  giorno l’intera legge e l’intero lavoro fatto dalla sua Commissione ha  visto una completa trasformazione.</p>
<p>E nuovamente siamo diventati coscienti di come la legge sulla  fecondazione medicalmente assistita rappresenti un puro diktat politico e  di visione del mondo, fondato sul ricatto e sulla pura violenza  politica.</p>
<p>Quel giorno, il 28 marzo 2012, il ministro avrebbe potuto rassegnare  le dimissioni e sacrificare la propria poltrona per tutti i diritti dei  bambini e diritti umani che verranno brutalmente violati con il diktat  dei radicali patrocinatori della cultura della morte in Croazia. Avrebbe  potuto sciogliere la Commissione come atto di dirittura morale dinanzi  alla violenza e al ricatto che sono stati diretti anche contr4o di lui  quale esperto, medico, ma anche a tutta l’opinione pubblica che è stata  coinvolta in una discussione di questo genere.</p>
<p>Al contrario, è seguita una nuova serie di scioccanti dichiarazioni  con le quali egli ha smentito se stesso. chiamando “accordo” ciò che in  realtà era un ricatto e un diktat. Una nuova domanda dopo quella che gli  è stata posta all’inizio dell’anno (“Signor ministro, quando inizia la  vita umana?”) oggi potrebbe essere la seguente: <strong>“Signor ministro, quando è morta la Sua coscienza?”</strong>.  Vediamo poi cosa c’è di tanto avanzato e scientifico nella nuova legge,  che dovrebbe essere approvata con procedura di urgenza il 15 aprile.</p>
<ul>
<li>LO STATO PRIVA IL BAMBINO DEL DIRITTO AD AVERE ENTRAMBI I GENITORI!  Permettendo infatti a una donna single di rimanere incinta grazie  all’FMA con un seme di un donatore anonimo, il bambino viene da subito  privato del diritto di avere un padre. La nuova legge prescriverà  chiaramente che il maschio donatore del seme utilizzato per la  fecondazione non avrà mai alcun diritto sul bambino concepito con il suo  seme, fino al punto che non potrà sapere neppure l’identità della madre  del bambino né quella del bambino stesso. Nella fase più delicata del  suo sviluppo, a 14 anni, nell’adolescenza, quest’ultimo avrà il diritto  di conoscere il fatto (dopo una visita presso uno psichiatra) sulla sua  ‘origine biologica’, ma non potrà – neppure se il figlio e il padre più  tardi si conosceranno, amerano e desidereranno vivere insieme come  famiglia – essere una famiglia – poiché la legge chiaramente vieterà e  impedirà tale possibilità. Lo Stato rescinde tutti legami legali tra  padre biologico e figlio. Non è difficile pensare gli estremi di questa  assurdità nella quale il padre biologico, per potere in seguito adottare  il proprio figlio (sic!) dovrà stare in coda con centinaia e migliaia  altri che vorrebbero farlo, ivi inclusi, come annuncia l’incubatore  delle conoscenze del XXI secolo, la colazione Kukuriku), anche le coppie  omosessuali. Come avverrà questo? Il maschio si masturberà in uno degli  ospedali, riceverà per il seme “<em>un rimborso</em> <em>delle spese </em>vive”  e per letterlamente 100 kune, pari a circa 13 euro, sarà pagato per  rinunciare a qualsiasi responsabilità per il successivo sviluppo ed  educazione del bambino. E’ questa una conoscenza del XXI secolo?</li>
<li>LO STATO SOTTRAE GLI EMBRIONI AI GENITORI! La nuova legge prescrive  che gli embrioni fecondati saranno conservati per cinque anni a spese  dello Stato, dopo di che i genitori dovranno pagare l’ulteriore loro  conservazione. Qualora i genitori non dovessero avere soldi, lo Stato  potrebbe donare i loro embrioni a un’altra coppia. Per essere chiari,  secondo gli stessi mostruosi criteri esistenti nella donazione delle  cellule sessuali – i genitori biologici non potranno sapere a chi è  stato donato l’embrione né l’identità del bambino quando nasce. E’  questa, signor ministro, una conoscenza del XXI secolo?</li>
<li>L’AMMENDA DELLO STATO PER IL COMMERCIO DI EMBRIONI E’ INFERIORE AL  PREZZO DI MERCATO CHE PAGANO I GENITORI ALL’ESTERO! Per il commercio di  embrioni o di cellule sessuali è prevista un’ammenda oscillante tra  70.000 e 250.000 HKR, quindi circa tra 9.000 – 33.000 EUR. Già oggi i  genitori negli stati Uniti, in Gran Bretagna e altrove pagano alle  cliniche private somme ancora più elevate quale compenso per una  procedura andata a buon fine. Molti diranno: ‘<em>Ma un bambino ha un prezzo? Siamo pronti a pagare anche di più!’</em> E’ davvero difficile pensare alla situazione in cui qualcuno calcolerà in anticipo questa come spesa “<em>per avere un bambino</em>”  e considerare tale costo nel contratto (verbale) di compravendita con  il donatore di embrione che non ha soldi per continuare a conservare gli  embrioni per altri cinque anni? Non si pare quindi in questo modo la  strada al commercio di embrioni? Il bambino vale quindi sul mercato come  un’automobile di categoria media? E’ questa, signor ministro, una  conoscenza del XXI secolo?</li>
<li>LO STATO ABOLISCE I CONCETTI DI PADRE E MADRE BIOLOGICI! La legge,  infatti, manipola di proposito e in modo ben congegnato, tali concetti.  E’ del tutto inaccettabile manipolare il concetto terminologico di  ‘padre biologico’ – che è un fatto, con quello di “donatore di cellule  sessuali” – che rappresenta una menzogna. Da nessuna parte la legge  menziona le definizioni corrette di padre e madre, oppure padre e madre  biologica, ma promuove un nuovo concetto falso donatore di cellule  sessuali. Tutti sappiamo che il padre di un bambino è tale per il fatto  che la sua cellula sessuale – sperma – ha fecondato l’ovaio della madre  del bambino. Dopo la nascita, il bambino avrà in sé tutte le  caratteristiche del vero padre biologico (aspetto, malattie ereditarie,  predisposizioni psicofisiche, ecc.), mentre la situazione in cui è  portato il figlio con questa legge (sottrazione del vero padre biologico  e la menzogna costruita anticipatamente sul padre accanto al quale  crescerà – come se fosse per lui un vero padre, ma evidentemente non lo  è) rappresenta un inganno mostruoso, una profondissmia violazione dei  diritti del bambino, jdela sua dignità e della Convenzione sui diritti  del bambino, nonché un rischio estremamente elevato per diversi traumi  ai quali egli sarà esposto nel periodo più delicato l’adolescenza, a 14  anni). Non è certamente la stessa cosa per un bambino apprendere di  essere stato adottato da un padre adottivo dopo la morte di quello  biologico rispetto all’apprendere che il padre biologico lo ha  abbandonato dopo che ha donato un seme masturbandosi per un compenso di  circa 100,00 kune, senza alcuna responsabilità per il suo (del bambino)  futuro.</li>
<li>Invero questa legge provoca e PERMETTE LA PIU’ GRAVE FORMA DI  DISCRIMINAZIONE DEL BAMBINO, poiché pone in una posizione sfavorevole  (sottrazione anticipata di un genitore, fatta in modo ben congegnato e  ingiustificabile) in rapporto ai bambini che nascono in circostanze  normali (hanno diritto al padre e alla madre, si iscrive nel registro  delle nascite…).</li>
<li>In questa legge si utilizzano concetti che distorcono la realtà e  manipolano i veri fatti. La FMA NON HA NULLA A CHE VEDERE CON UNA CURA.  La FMA rappresenta un aggiramento tecnico del problema e non cura  nessuno. Anche dopo la FMA la coppia resta non fertile, come lo era  prima della procedura. In definitiva, se si tratta di curare  l’infertilità – perché la esegue il biologo?</li>
<li>Già oggi in Croazia abbiamo 12.000 esseri umani nello stadio di  embrione con un futuro totalmente sconosciuto. Cosa accadrà loro? Non ha  una risposta neppure il ministro. PERCHE’ SI FORZA UNA SOLUZIONE  LEGISLATIVA CHE PERMETTE UN ULTERIORE AUMENTO DEL PROBLEMA GIA’  ESISTENTE (moltiplicazione del numero si embrioni in eccesso), e dei  quali già ora sappiamo che nessuno ha una risposta né una soluzione  soddisfacente?</li>
<li>Questa legge minaccia il DIRITTO FONDAMENTALE ALLA VITA e al  rispetto della dignità innata di ogni essere umano garantito dalla  Costituzione della Repubblica di Croazia (articolo 21), dalla  Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (articolo 3) e dalla  Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (articolo 2),</li>
<li>relativizza e distorce la VERITA’ SULL’INIZIO DELLA VITA UMANA, nonché sulla diagnostica preimpianto e prenatale,</li>
<li>pone numerose questioni pratiche, mediche, etiche e legali, nonchè  la possibilità di numerose manipolazioni della vita umana e della  dignità della persona umana.</li>
</ul>
<p>Per questo bisogna respinge nella sua totalità questo disegno di  legge,nonché la violenza politica, i ricatti e la dittatura i visione  del mondo con la quale se desidera convertire in legge con procedura  urgente le gravi violazioni dei diritti dell’uomo e di quelli i del  bambino.</p>
<p>Quindi bisogna sottolinea:</p>
<ul>
<li>NON SUSSISTE IL DIRITTO AD AVERE UN BAMBINO, BENSÌ ESISTE IL DIRITTO  DEL BAMBINO AD AVERE ENTRAMBI I GENITORI. Il bambino non è una cosa, un  oggetto sul quale qualcuno avrebbe un diritto!</li>
<li>OGNI BAMBINO HA DIRITTO AD AVERE UNA MADRE E UN PADRE. Lo Stato non  deve togliere a un bambino il diritto ad avere entrambi i genitori!</li>
<li>La Convenzione sui diritti del bambino all’art. 18 prescrive: Gli  Stati membri faranno del loro meglio per garantire il riconoscimento del  principio comune secondo il quale entrambi i genitori hanno una  responsabilità comune per quanto riguarda l’educazione del fanciullo ed  il provvedere al suo sviluppo. La responsabilità di allevare il  fanciullo e di provvedere al suo sviluppo incombe innanzitutto ai  genitori oppure, se del caso, ai suoi rappresentanti legali i quali  devono essere guidati principalmente dall’interesse preminente del  fanciullo.</li>
<li>LO STATO DEVE APPROVARE LEGGI CHE INCORAGGIANO, SPRONANO, E  IMPEGNANO ENTRAMBI I GENITORI A CRESCERE ED EDUCARE I PROPRI FIGLI. Lo  Stato non deve approvare leggi con le quali a un genitore viene permesso  in anticipo di non avere assolutamente alcun tipo di responsabilità per  la crescita e l’educazione del bambino. E’ completamente inaccettabile  che lo Stato non solo permetta e renda possibile tale situazione, ma  premi anche finanziariamente (il cosiddetto <em>rimborso per le spese vive’</em>)  del maschio che masturbandosi in una stanzetta dell’ospedale “dona il  seme”, senza alcuna responsabilità per il bambino del quale egli sarà il  pdare biologico.</li>
<li>PER LO SVILUPPO PSICOFISICO SANO E COMPLETO È INSOSTITUIBILE IL  RUOLO SIA DEL PADRE SIA DELLA MADRE. Tutte le conoscenze scientifiche  mostrano che l’assenza di uno dei gnitori crea dei deficit nel processo  di crescita, di formazione della personalità ecc.</li>
<li>Nel processo di adozione lo Stato parte in primo luogo  dall’INTERESSE DEL BAMBINO, e non DALL’INTERESSE DELLA COPPIA O DEL  SINGOLO CHE DESIDERA ADOTTARE UN BAMBINO.</li>
<li>LA MATERNITÀ E LA PATERNITÀ SONO UNICI E INSOSTITUIBILI.</li>
<li>NESSUNO HA DIRITTO A STRUMENTALIZZARE LO STATO, SOPRATTUTTO CON  L’INTENZIONE DI REALIZZAZRE UN QUALSIASI SUO DESIDERIO, CHE DETERMINA UN  EVIDENTE DANNO A QUALCUN ALTRO.</li>
<li>LA CONVENZIONE PER I DIRITTI DEL FANCIULLO (articolo 20) prescrive  chiaramente che nel decidere un’adozione, nell’effettuare una selezione  tra varie soluzioni, si terrà debitamente conto della necessità di una  continuità nell’educazione del fanciullo, nonché della sua origine  etnica, religiosa, culturale e linguistica. Si ha questa premura nella  situazione in cui un bambino viene dato in adozione a una coppia  omosessuale? No, naturalmente. Abbiamo già menzionato il fatto che  l’ambiente migliore per il bambino è quello nel quale egli ha la  possibilità di crescere con il modello del padre e della madre, quindi  il modello eterosessuale. E’ totalmente inaccettabile e inutile, in  presenza di un così grande numero di coppie eterosessuali che desiderano  adottare un bambino, esporre il bambino a condizioni sperimentali e a  un ambiente nel quale gli è stato negato quello che per lui è l’ambiente  più qualitativo. Gli argomenti utilizzati per controbattere a questo  fatto – cioè che è meglio dare un bambino in una coppia omosessuale  funzionale piuttosto che in una coppia eterosessuale non funzionale,  sono completamente assurdi. Potremmo quindi, allo stesso modo, dire che è  sicuramente meglio affidare un bambino a una coppia eterosessuale  funzionale piuttosto che in una coppia omosessuale non funzionale. E  allo stesso modo in base a tutti gli argomenti presentati fino a ora: è  senz’altro meglio e più qualitativo per il bambino che sia adottato da  una coppia eterosessuale funzionale e stabile piuttosto che a una coppia  omosessuale funzionale e stabile. FINCHÉ NEL MONDO VI SONO COPPIE  (ETEROSESSUALI) CHE VIVONO IN UN MATRIMONIO ARMONIOSO E DESIDERANO  ADOTTARE UN BAMBINO, E’ DEL TUTTO NON NECESSARIO SPERIMENTARE E PORRE UN  BAMBINO IN CONDIZIONI SPERIMENTALI DI UNIONI DELLO STESSO SESSO, OVVERO  IN CONDIZIONIO NELLE QUALI GIÀ ALL’INIZIO VI E’ UN DEFICIT (MANCANZA DI  UNO DEI MODELLI – MATERNITÀ, PATERNITÀ).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, Vi invito a firmare la Dichiarazione sull’inizio e la protezione ndella vita su <a href="http://www.vigilare.org/">www.vigilare.org</a>.  Uniti possiamo fermare la cultura della morte in Croazia.</p>
<p>Krešimir Miletić</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>per <strong>Mevd (Movimento Europeo Difesa Vita)</strong>:Unicredit, Agenzia di Verona,Iban: IT 31 R 02008 11796 000101130378</p>
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		<title>Ai confini dell&#8217;umano. Il congresso</title>
		<link>http://www.famigliadomani.it/2012/03/01/ai-confini-dellumano-il-congresso/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 16:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(su Catholic.net) La scienza procede e sembra che la sua strada sia ormai quella di una condotta solitaria. Un po&#8217; dappertutto, però, si sente il bisogno di avvicinare morale e scienza, fede e sapere scientifico. A molti le risposte tecnologiche &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/03/01/ai-confini-dellumano-il-congresso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-168" title="ai confini dellumano" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/03/ai-confini-dellumano-300x166.jpg" alt="" width="198" height="138" />(su <a href="http://www.it.catholic.net/editoriali/23-editoriali/741-ai-confini-dellumano-il-congresso" target="_blank"><em>Catholic.net</em></a>) La scienza procede e sembra che la sua strada sia ormai quella di una  condotta solitaria. Un po&#8217; dappertutto, però, si sente il bisogno di  avvicinare morale e scienza, fede e sapere scientifico. A molti le <em>risposte tecnologiche</em> non bastano. In ambito bioetico è stata prodotta una vasta letteratura,  ma il desiderio di sapere di più, di conoscere in modo non arido,  coinvolge molti altri settori. <span id="more-167"></span></p>
<p><strong>Proprio per questo è stato organizzato il congresso internazionale </strong><em><strong>Ai confini dell&#8217;umano.</strong> La persona umana nell&#8217;epoca della rivoluzione biotecnologica.</em> Un convegno che per due giorni ha richiamato tanto pubblico e una rosa eccezionale di relatori da tutto il mondo.<br />
Uno sforzo promosso dall&#8217;Associazione Famiglia Domani, in collaborazione con <em>The Life Guardian Foundation</em> e <em>Family of the Americas</em>, con il contributo della<em> Fondazione Roma Terzo settore</em>.</p>
<p><strong>Riassumerlo in un servizio è praticamente impossibile, </strong>per la sua densità e per l&#8217;interesse.  A completamento di questa esperienza, seguirà la pubblicazione degli atti da parte della casa editrice Lindau di Torino.</p>
<p><strong>Perché i confini dell&#8217;umano.</strong><br />
I  confini dell&#8217;umano sono i confini della vita, della morte. Sono momenti  fondamentali, preziosi, che non devono essere risolti da definizioni  insufficienti. Definire i confini vuol dire sapere con certezza fino a  dove l&#8217;intervento umano può spingersi, togliendo il rischio di toccare  posizioni aberranti o pericolose per la dignità dell&#8217;uomo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-169" title="de mattei" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/03/de-mattei.jpg" alt="" width="200" height="155" />È il curatore del congresso, il prof. <strong>Roberto De Mattei</strong>,  a spiegare la necessità di una riflessione sul tema. Il mistero che  avvolge la nascita e la morte resta l&#8217;elemento da cui partire per  delimitare la precisione della conoscenza. Nell&#8217;imprecisione, deve  prevalere la cautela e il rispetto.</p>
<p>Senza una <strong>pr</strong><strong>emessa antropologica esatta dell&#8217;uomo</strong> questi confini rischiano di essere arbitrari. Dissolvere i confini dell&#8217;uomo, vuol dire <em>dissolvere la sua essenza</em>. Vuol dire privarlo di un <em>fine</em> e farlo precipitare nel caos. Lo  abbiamo visto, lo stiamo vedendo. Senza dei confini precisi tutto è  concesso. È concessa la distruzione del feto all&#8217;interno del grembo  della madre, è concessa la definizione di morte celebrale quando il  corpo è ancora vivo.</p>
<p><strong>Ci sono delle opinioni diffuse che sembrano del  tutto consolidate in ambito scientifico.</strong> Ma spesso un&#8217;evidenza  scientifica ha bisogno di tempo per essere correttamente espressa: in  questi anni invece <strong>la semplificazione tende a prevalere</strong>.<br />
Queste  opinioni toccano principalmente due luoghi della ricerca medica: la  superficiale definizione di “morte celebrale” e la  pallida attenzione  verso le conseguenze psico-fisiche dell&#8217;aborto.</p>
<p><strong>Mito da sfatare I: la morte celebrale. </strong><br />
La morte celebrale non è la <em>vera morte</em>.  C&#8217;è un caso che vale per tutti, praticamente ignorato dalla stampa  italiana. È quello di Zach Dunlap, 21 anni, Oklahoma City, del marzo del  2008. Dichiarato morto dopo ben due scansioni al cervello. I test  Tecnezio assicuravano che non c&#8217;era nessun flusso ematico nella zona  encefalica ed entrambi soddisfacevano tutti i requisiti medico-legali  richiesti per la morte celebrale. Dopo 36 ore di “brain death” fu  disposto l&#8217;espianto degli organi. Poteva essere la fine della sua  storia.<br />
Invece Zach si è risvegliato, contrariamente ad ogni immaginazione scientifica. Il racconto si può trovare su <a href="http://www.catholicnewsagency.com/news/man_makes_miraculous_recovery_from_brain_death_after_accident/" target="_blank">questo sito</a>,  in inglese. Alcuni hanno parlato di miracolo, ma è proprio la scienza a  dirci come è andata. Non la scienza di chi vuole semplificare, bensì  quella di chi vuole capire.</p>
<p>Il prof. <strong>Cicero Galli Coimbra</strong>, dell&#8217;Università di San Paolo, <img class="alignright size-full wp-image-171" title="cicero galli coimbra" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/03/cicero-galli-coimbra1.jpg" alt="" width="200" height="163" />ha spiegato cosa può essere successo. Si tratta di un fenomeno noto come <em>penombra ischemica</em>, in cui il cervello <strong>risulta silente</strong> a livello funzionale, e che spesso viene scambiata erroneamente per  morte celebrale. È una condizione in cui si riduce drasticamente il  flusso sanguigno al cervello, tanto da non risultare in nessun test.</p>
<p>Ma  il paziente <strong>è ancora vivo</strong>: se a questo punto si togliessero gli organi, lo si farebbe ad una persona che ancora sente tutto, ma non può comunicare.<br />
I  pazienti entrano nel danno celebrale permanente perché, in questo caso,  si trovano in uno stato di insufficienza tiroidea. La somministrazione  di ormoni della tiroide farebbe sì che il volume dei due emisferi del  cervello ritorni ad uno stato di normalità e il flusso sanguigno non  venga “strozzato” dall&#8217;ipertensione intracranica.</p>
<p><strong>Invece viene quasi sempre applicato il <em>test di apnea</em>.</strong> In pratica si toglie il respiratore al paziente per circa 10 minuti,  sperando che lo stress da anidride carbonica lo faccia respirare. Per 10  minuti. Questo test, da molti considerato affidabile, uccide quasi  il 40% dei pazienti: o muoiono soffocati o stroncati da un arresto  cardiaco. Tuttavia, sono ancora utili per l&#8217;espianto degli organi.</p>
<p>Quello che si vuole dire è che il concetto di <strong>irreversibilità</strong> cambia di volta in volta, in base alle scoperte mediche. Però il  tentativo di definire in un altro modo la morte celebrale non è mai ben  accettato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-172" title="paul byrne" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/03/paul-byrne.jpg" alt="" width="200" height="144" />Il prof. <strong>Paul Byrne</strong> lo dice da anni. Il suo sito <a href="http://www.lifeguardianfoundation.org/" target="_blank">www.lifeguardianfoundation.org</a> è pieno zeppo di dati. La definizione “brain death”, morte celebrale,  ha origine nel 1968, dopo il secondo disastroso tentativo di trapianto  di cuore. Si trova, in particolar modo, in un documento sprovvisto di  fonti documentarie dell&#8217;Università di Harvard dal titolo <em>A  Definition of Irreversible Coma, Report of the Ad Hoc Committee of the  Harvard Medical School to Examine the Definition of Brain Death</em> (Una definizione del coma irreversibile.</p>
<p><strong>Rapporto del Comitato  dell&#8217;Harvard Medical School</strong> appositamente riunito per esaminare la  definizione di morte celebrale). Da allora, il criterio per stabilire la  morte celebrale è stato chiamato “Harvard Criteria”.</p>
<p>Secondo Byrne c&#8217;è una vera e propria <strong>industria degli organi</strong>,  che incentiva la donazione. La gente accetta l&#8217;espianto perché non sa.  Pensa che succederà quando sarà morta, invece non è così.</p>
<p><strong>Gli organi vengono tolti in condizioni di <em>quasi morte</em>.</strong> Una prova è il ventilatore: se funziona, ovvero se avviene  l&#8217;espirazione, vuol dire che il corpo è ancora vivo. Una macchina è in  grado solo di immettere aria in un polmone, non di estrarla.</p>
<p><strong>Per questo Byrne definisce nettamente la <em>vera morte</em> su criteri precisi:</strong> non c&#8217;è battito, non c&#8217;è respirazione, non c&#8217;è  circolazione, il corpo non risponde agli stimoli, non assimila alimenti,  non produce escrezioni, ha perso le proprietà elastiche, è freddo.<br />
Per  definire la morte, non è mai stato minimamente preso in considerazione  questo approccio. Non si è mai considerata l&#8217;elasticità del tessuto  polmonare. Nel caso di morte celebrale, i bronchioli continuano a fare  il loro dovere, cosa che non succederà mai con una persona morta.<br />
E ancora di più, in modo impressionante, il cuore viene estratto che batte ancora. Batte. Si può definirlo morto?</p>
<p><strong>Mito da sfatare II: l&#8217;assenza di conseguenze nell&#8217;aborto.</strong><br />
In  Italia, la donna è il punto centrale della legislazione in materia  d&#8217;aborto e detiene il diritto di terminare o meno la gravidanza. Questo  principio si chiama <em>autodeterminazione</em> della donna. Di solito viene presentato come una “scelta” che fa parte degli “atti liberi” di una persona.</p>
<p>Secondo <strong>Claudia Novarini</strong>,  ricercatore di filosofia morale <img class="alignright size-full wp-image-173" title="claudia navarini" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/03/claudia-navarini.jpg" alt="" width="200" height="149" />alla UE di Roma, già nelle premesse c&#8217;è  un&#8217;illusione semantica. Implicitamente si comunica che la donna possa <em>trarre un beneficio, un vantaggio dalla scelta abortiva</em>. Già mettendo in campo la <em>libertà</em>, si dà una connotazione positiva all&#8217;aborto. Ma è davvero così? C&#8217;è veramente un beneficio?</p>
<p>Dagli  anni &#8217;90 si sono intensificati gli studi che approfondiscono questo  tema. Molti fanno riferimento a gravi conseguenze post-aborto. Viene  persino definita <em>sindrome</em> nello studio di C. e Barbara Willke,  con tutte le caratteristiche di uno stress post-traumatico. Di solito si  presenta dopo 6 mesi, ma può sopraggiungere anche dopo anni, in  concomitanza con la data di aborto o quella di nascita presunta del  bambino.</p>
<p>Tutti questi studi mettono in rilievo un fatto. Quando  nella scelta abortiva predomina una ragione psicologica, piuttosto che  solo fisica, le conseguenze possono essere anche gravi. All&#8217;inizio si  sente un <strong>apparente sollievo</strong>, ma è solo l&#8217;inizio. La decisione di abortire resta una <em>mina latente</em>,  che può esplodere a fronte di eventi successivi. Può sfociare in sensi  di colpa, sogni, incubi, ansie, odio verso gli uomini o verso il  compagno, disturbi della sessualità, uso di sostanze alcoliche, droghe.  Fino a giungere a depressioni, piani, tentativi di suicidio, suicidio.</p>
<p>Nella maggior parte dei forum, scritti da donne che hanno vissuto questa esperienza, emerge che nel migliore dei casi <strong>non si può parlare di benefici per la salute psico-fisica</strong> della donna. Tuttalpiù, molte hanno imparato a convivere con la propria decisione, con qualcosa che prima o poi passa.</p>
<p><strong>Il  senso di colpa, poi, non è legato alla credenza religiosa come molti  potrebbero credere.</strong> È invece collegato al ruolo che la donna sente di  avere come <em>culla della vita</em>.  Ancora più complessa è la  questione con la RU 486. Con l&#8217;assunzione della pillola, si sente di  avere un aggravante in più: la solitudine e l&#8217;attesa. Spesso si attende  fino a 10 giorni per espellere il feto. In tutto questo periodo, si può  anche cambiare idea, dubitare della scelta, ma ormai è troppo tardi. Non ci sono strutture ospedaliere, staff medico, cure, ma la pillola può essere assunta a casa.</p>
<p><strong>La  donna è l&#8217;unica che deve prendere una così importante decisione e  portarla a termine</strong>. Nonostante la libertà di farlo, è solo lei che può  convivere con questa scelta. Con tutte le sue personali, intime  conseguenze.</p>
<p><strong>La legge 194 del 1978. Una legge imperfetta. </strong><br />
Spesso  si dimentica che già nel pre-cristiano Giuramento di Ippocrate era  presente un ben preciso divieto: “Neppure fornirò mai a una donna un  mezzo per procurare l&#8217;aborto”. Si tratta di una prova formidabile contro  le pratiche abortive, e comportava la radiazione dalla professione.</p>
<p>Fino  a qualche decennio fa, quasi tutti gli ordinamenti giuridici (compresa  l&#8217;Italia) ne condannavano la pratica. Ma il quadro è mutato  sensibilmente nel giro di pochi lustri. La legalizzazione dell&#8217;aborto si  è sviluppata in modo rapido e sincronico e oggi è lecito in quasi tutti  i paesi sviluppati. Quasi il 40% della popolazione mondiale vive in  paesi dove l&#8217;aborto è legalizzato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-174" title="mario palmaro" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/03/mario-palmaro.jpg" alt="" width="200" height="150" />Il prof. <strong>Mario Palmaro</strong>,  filosofo del diritto, fa il punto della situazione. Sottolinea come il  cambiamento abbia avuto enormi conseguenze dal vista antropologico. Uno:  l&#8217;aborto viene considerato come fatto <em>storicamente irreversibile</em>, da cui non si può tornare indietro. Due: le leggi di questo tipo tendono a diventare <em>autolegittimanti</em>, ovvero diminuiscono la possibilità di discussione e di confronto, mangiandosi la riflessione giuridica.</p>
<p>In  Italia, prima della legge 194, non esistevano casi che permettevano  l&#8217;aborto, concesso solo in “stato di necessità”, di pericolo di vita  della donna (e non solo di salute). Dal 1978 si è stabilito di soppesare  e stabilire di volta in volta i diritti della donna e del bambino,  anche se la bilancia è sempre drammaticamente sfavorevole al feto. Da un  lato dichiara che il nascituro è soggetto di diritto, dall&#8217;altro  afferma che lo si può uccidere. La legge 194 è dunque una legge <em><strong>imperfetta</strong></em>.</p>
<p>Sono  circa 5 milioni le vittime da allora, documentate. E anche se è in  continua crescita l&#8217;obiezione di coscienza fra i medici, i dati restano  quelli di una sterminio di massa.<br />
“<em>La legge imperfetta</em>,” afferma Palmaro “<em>non  può mai diventare giusta. Ci stiamo abituando a giudicare le leggi in  base a categorie politiche, sociologiche o di consenso popolare. Col  tempo ci si abitua a tollerare delle leggi che i nostri genitori hanno  combattuto</em>”.</p>
<p><strong>Il Magistero.</strong><br />
Il filosofo  Maritain scriveva: “Non bisogna inginocchiarsi di fronte al mondo”, come  chiaro monito a non patteggiare mai troppo con le mode e le novità  della contemporaneità. La posizione del Magistero della Chiesa, nei suoi  insegnamenti infallibili, è quella di non scendere mai a patti con le  correnti di pensiero intra-mondane, di non lasciarsi persuadere da  questa o da quella corrente. Il Magistero si è sempre posto come luogo  stabile di riflessione.</p>
<p>Nel discorso del <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2008/november/documents/hf_ben-xvi_spe_20081107_acdlife_it.html" target="_blank">7 novembre 2008</a>, Benedetto XVI ha ribadito la <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2000/jul-sep/documents/hf_jp-ii_spe_20000829_transplants_it.html" target="_blank">posizione di Giovanni Paolo II</a> in materia di espianto degli organi: “E&#8217; utile ricordare, comunque, che  i singoli organi vitali non possono essere prelevati che <em>ex cadavere</em>,  il quale peraltro possiede pure una sua dignità che va rispettata”. È  perciò necessaria una definizione chiara e precisa della condizione di  vera morte prima di poter procedere all&#8217;espianto, che molto  probabilmente non può prescindere da studi come quelli del prof. Byrne.</p>
<p><strong>Certo la definizione <em>ex cadavere</em> non aiuterà la libera azione </strong>di quelli che si fanno partigiani dell&#8217;espianto. Durante il convegno <strong>Josef Seifer</strong>, dell&#8217;Università di Salisburgo, ha ben sottolineato che a fronte di una non corretta conoscenza dello stato di <em>true death</em>, il dovere di ogni medico è quello di <em>primum non nocere</em>.</p>
<p>Ma c&#8217;è ancora un altro aspetto, decisamente importante, approfondito da <strong>mons. Luigi <img class="alignright size-full wp-image-175" title="luigi negri" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/03/luigi-negri.jpg" alt="" width="200" height="139" />Negri</strong>.  Non solo il Magistero è in grado di interpretare in maniera cauta e  corretta gli eventi contemporanei, così da proporre una guida sicura, ma  è capace, in alcuni casi, di possedere una portata profetica. È il caso  della dibattuta <em>Humanae Vitae</em> di Paolo VI del 1963. In questa  enciclica compaiono per la prima volta riflessioni non condivise e  probabilmente nemmeno percepite dalla pubblicistica del tempo.</p>
<p><strong>L&#8217;<em>Humanae Vitae</em> sottolinea che la vita va oltre lo schematismo delle regole civili.</strong> La  vita non è un oggetto della conoscenza scientifica o sociale, non è un  oggetto della manipolazione culturale. Quando scompare la sacralità  della vita, l&#8217;uomo diventa una “cosa” che può essere manipolata quando,  ad esempio, il benessere viene a mancare. E in questo periodo si vede  bene dove i vari capitalismi possono portare.</p>
<p><strong>In ambito scientifico  non può esserci scienza pura, </strong>non tecnica pura, perché ogni modello  viene interpretato da una prospettiva ideologica. Allora si rischia di  cadere nell&#8217;arbitrio, nella definizione vincente ma pericolosa perché  non poggia sul rispetto dell&#8217;uomo. O nell&#8217;arbitrio di una manipolazione  che dipende dall&#8217;uso di strumento tecnologici.</p>
<p><strong>Conclusioni.</strong><br />
L&#8217;uomo  non è una macchina che può essere smontata e ricostruita. Le sue parti  non sono pezzi meccanici da giustapporre grazie ad un ordine più o meno  preciso. Secondo una buona parte della riflessione scientista,  l&#8217;individuo può essere manipolato in modo plastico, fino a giungere ad  una sorta di <em>cosalizzazione</em> (mai davvero esplicitata da queste correnti) che lo rende una cosa, un pezzo, un oggetto in mezzo a tanti altri.</p>
<p>I presupposti  della manipolazione scientifica o sociale sono quasi sempre arbitrari,  mai fissati in modo rigoroso, ma basati su categorie di degno/indegno,  di libertà/assenza di sofferenza, che lasciano intravedere la  pericolosità di quello che esprimono.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-176" title="leo raymond burke" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/03/leo-raymond-burke.jpg" alt="" width="200" height="173" />Il <strong>cardinale Leo Raymond Burke</strong> avverte: “<em>La  storia insegna quali genocidi sono stati commessi quando si è preteso  di decidere quali vite sono degne o non sono degne. Ed è tipico dello  stato totalitario</em>”. Un esempio attuale può essere l&#8217;infelice terminologia introdotta con <strong>stato vegetativo persistente</strong>.</p>
<p>Questo tipo di degradazione, anche semantica, lascia ben intendere che  l&#8217;oggetto a cui si riferisce è inteso come “nullità”, “spazzatura”, che  non si dovrebbe avere alcun problema a buttare via. Giovanni Paolo II  nel <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2004/march/documents/hf_jp-ii_spe_20040320_congress-fiamc_it.html" target="_blank">Discorso del 20 marzo 2004</a> dichiarò invece che mai e poi mai una persona potrà diventare un vegetale o un animale.</p>
<p>“<em>La società ci abitua a pensare che la vita deve essere facile, comoda, indolore,</em>” prosegue il Card. Burke. “<em>La natura invece ci insegna che la sofferenza umana ha una dimensione spirituale e fisica allo stesso tempo</em>”.</p>
<p>Togliere,  cancellare la complessità del vivere umano vuol dire sottrarre sia i  suoi confini, sia il suo fine nel mondo. Soffrire è dunque inutile?<br />
“<em>La società potrebbe considerare la sofferenza inutile o lontana dalla dignità umana,</em>” conclude il Cardinale “<em>Ma noi <strong>sappiamo</strong> che è esattamente il contrario</em>”.</p>
<p><strong>Davide Greco</strong></p>
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		<title>Congresso internazionale dell&#8217;associazione Famiglia Domani</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 08:41:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attività]]></category>

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		<description><![CDATA[( su Corrispondenza Romana) Il rapporto tra uomo e biotecnologie è stato al centro delle riflessioni del Congresso internazionale Ai confini dell’umano. La persona umana nell’epoca della rivoluzione biotecnologica, organizzato dall’Associazione Famiglia Domani e tenutosi il 25 e 26 febbraio &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/03/01/congresso-internazionale-dellassociazione-famiglia-domani/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8200" title="Congresso Internazionale" src="http://www.corrispondenzaromana.it/wp-content/uploads/2012/02/Congresso-Internazionale.jpg" alt="" width="194" height="148" />(<strong> </strong>su<em> <a href="http://www.corrispondenzaromana.it/" target="_blank">Corrispondenza Romana</a></em>) Il rapporto tra uomo e biotecnologie è stato al centro delle riflessioni del Congresso internazionale <em>Ai confini dell’umano. La persona umana nell’epoca della rivoluzione biotecnologica</em>, organizzato dall’Associazione Famiglia Domani e tenutosi il 25 e 26 febbraio a Roma.<span id="more-162"></span></p>
<p><strong>Dopo il saluto introduttivo del Presidente di Famiglia Domani, Luigi Coda Nunziante,</strong> il convegno si è aperto con l’intervento del cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Attingendo al magistero di papa Giovanni Paolo II, il porporato si è soffermato a riflettere sul senso che la sofferenza ha per il cristiano. «<em>Mentre la società potrebbe considerare la sofferenza umana inutile e una diminuzione della nostra dignità umana</em> – ha detto il cardinale Burke – <em>noi sappiamo che è vero esattamente il contrario. La sofferenza umana, abbracciata per amore di Cristo, porta delle benedizioni immense alla Chiesa e al mondo</em>».</p>
<p><strong>Il cardinale statunitense ha poi rivolto un pressante invito a combattere per la difesa dei valori cristiani e naturali nella società.</strong> «<em>La nostra preghiera e penitenza devono essere offerte soprattutto per i nostri Capi, che ci governano. Dobbiamo pregare molto, per l’intercessione della Beata Vergine Maria, per la conversione delle nazioni e dei loro Capi alla cultura della vita</em>», ha dichiarato, deplorando infine «<em>lo scandalo causato dai cattolici che tradiscono la loro fede tramite il silenzio o l’attiva partecipazione nell’agenda contro la vita e la famiglia</em>».</p>
<p><strong>A seguire è intervenuto mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, </strong>che si è soffermato sul valore profetico dell’<em>Humanae vitae</em> di papa Paolo VI. Quell’enciclica fu decisiva, perché seppe andare contro le ideologie in voga negli anni Sessanta e oggi ancora diffuse. Secondo mons. Negri, l’individualismo, il materialismo, il consumismo e la tecno-scienza hanno dissacrato il rapporto uomo-donna, riducendolo a fatto meramente biologico e sessuale. Ed è proprio questa la causa dell’attuale diffuso immoralismo, che ha stravolto la concezione stessa della famiglia e della sua responsabilità generativa. Contro simili aberrazioni si scagliò Paolo VI, riproponendo il matrimonio naturale e cristiano nella loro feconda interrelazione.</p>
<p><strong>Il congresso ha potuto contare anche sulla partecipazione di personalità del campo giuridico, filosofico e scientifico.</strong> Alcune relazioni si sono soffermate sul tema dell’aborto. Il professor Mario Palmaro, filosofo del diritto presso l’Università Europea di Roma, ha affrontato la questione della legislazione abortista nel mondo. «<em>Se fino a pochi decenni fa</em> – come ha fatto notare il docente – <em>quasi tutti gli ordinamenti giuridici consideravano l’aborto volontario un reato, oggi questo è diventato lecito nella maggior parte degli Stati</em>».</p>
<p><strong>Un tale mutamento giuridico è stato ovviamente denso di conseguenze antropologiche. </strong>Tuttavia, benché la situazione sembri irriformabile, Palmaro ha evidenziato che approvare leggi integralmente giuste sull’aborto è sempre possibile, purché vi sia una precisa volontà politica, culturale, sociale e morale di farlo.</p>
<p><strong>Nell’intervento della professoressa Claudia Navarini,</strong> bioeticista dell’Università Europea di Roma, è stato messo in luce invece il dramma che l’aborto riveste per la donna. Anche nella letteratura scientifica più favorevole all’interruzione di gravidanza si ammette che l’aborto provoca nella donna una vera e propria sindrome postabortiva, anche a distanza di molti anni. Come ha sottolineato la Navarini, laddove la difesa e l’indisponibilità della vita umana vengono violate, si genera un disordine interiore generale che investe tutte le dimensioni della persona.</p>
<p><strong>Un grido d’allarme è stato poi lanciato dalla dott.ssa Mercedes Wilson,</strong> presidente della Fondazione per la Famiglia delle Americhe e membro dell’Accademia per la Vita. La Wilson ha constatato che oggi tutti i continenti, ad eccezione dell’Africa, sono colpiti da una grave decrescita demografica. Le politiche volte a favorire l’aborto, la contraccezione ed un’educazione contraria alla vita e alla famiglia stanno infatti portando il mondo verso il suicidio.</p>
<p><strong>Tema centrale del congresso è stato anche la morte cerebrale. Il professor Rainer Beckmann,</strong> giurista dell’Università di Heidelberg, in Germania, il  filosofo Josef Seifert, docente presso l’Internationale Akademie für Philosophie, in Cile, il dottor Cicero Galli Coimbra, neurologo dell’Università di San Paolo del Brasile e il dottor Paul Byrne, neonatologo dell’Università dell’Ohio, negli Stati Uniti, hanno concordato sul fatto che la morte cerebrale non è la morte della persona: un essere umano non può venire ridotto alla sola sua attività celebrale.</p>
<p><strong>La morte può essere quindi dichiarata con sufficiente certezza </strong>solo quando tutti gli organi vitali cessano di funzionare in modo irreversibile. Per questo motivo i cerebrolesi non sono neurologicamente irrecuperabili e non possono essere lasciati senza cure né tantomeno considerati meri donatori di organi come fossero già deceduti. Di qui nasce il problema dei trapianti.</p>
<p><strong>In effetti, come ha rilevato il  dottor Andrew Armour,</strong> neurocardiologo dell’Università di Montreal, in Canada, essendo il cuore un “piccolo cervello”, conservarlo per un trapianto al fine di  mantenere in vita un altro essere, richiede il mantenimento di un sistema nervoso locale.</p>
<p><strong>La mattinata del 26 febbraio si è aperta con l’intensa e commuovente testimonianza della dottoressa Gianna Emanuela Molla,</strong> figlia di Santa Gianna Beretta Molla, che preferì morire pur di darla alla luce. La Molla ha ricordato la santità della mamma e del papà, indicando la sua come esempio di famiglia cristiana, plasmata dall’intensa preghiera quotidiana.</p>
<p><strong>A seguire, è intervenuto il professor Matteo D’Amico, </strong>docente di storia e filosofia, che ha notato come l’abbandono del realismo metafisico tipico del cristianesimo e la distruzione dell’ontologia della sostanza abbiano portato all’attuale riduzionismo meccanicista, materialista e scientista, aprendo la via a pratiche manipolatorie nichiliste e prive di limiti in campo biomedico. «<em>Il tecnicismo dominante</em> – ha aggiunto il docente – <em>ha assunto le fattezze di una nuova religione secolare, tipica degli Stati totalitari</em>».</p>
<p><strong>Il Congresso è stato concluso dall’intervento del professor Roberto de Mattei,</strong> storico dell’Università Europea di Roma. De Mattei ha sottolineato che l’uomo è fatto di anima e di corpo. L’essere umano è una persona, titolare di diritti inalienabili, proprio perché ha un’anima. E ha un’anima perché, a differenza di qualsiasi altro vivente, ha una natura razionale. Non c’è persona, infatti, se non c’è, prima, natura. Se l’uomo fosse, come sostengono i darwinisti, solo materia in evoluzione può essere manipolato, decostruito e ricostruito a piacere, a cominciare dalla propria identità sessuale (come ha sottolineato il testo della professoressa Laura Palazzani, assente al convegno).</p>
<p><strong>«<em>I confini dell’umano</em></strong> – ha affermato de Mattei – <strong><em>prima di essere i confini della vita umana, sono i limiti della natura umana, che non è infinita. Pretendere di rendere infinito l’essere dell’uomo significa dissolvere la sua essenza</em>».</strong> «<em>Per molti secoli</em> – ha aggiunto – <em>l’uomo è rimasto uguale a sé stesso perché aveva un fine. Privare l’uomo della sua natura significa privarlo del suo fine. Ma l’uomo privato del suo fine precipita nel caos mentale e morale, nel nichilismo</em>». «<em>Il bivio tra l’essere e il nulla è quello di fronte a cui oggi si trova la società moderna e ognuno di noi</em>», ha concluso il professore. (Federico Catani)</p>
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		<title>Luca Di Tolve all’Associazione Famiglia Domani: omosessuali non si nasce, si diventa</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:46:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attivita]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Federico catani ) Uscire dall’omosessualità è possibile. Questo il messaggio lanciato da Luca Di Tolve, ex gay militante ora felicemente sposato. Nella conferenza tenuta presso l’Associazione Famiglia Domani il 9 febbraio scorso, l’autore di Ero gay. A Medjugorje ho &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/02/16/luca-di-tolve-all%e2%80%99associazione-famiglia-domani-omosessuali-non-si-nasce-si-diventa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7754" title="Luca Di Tolve" src="http://www.corrispondenzaromana.it/wp-content/uploads/2012/02/Luca-Di-Tolve.jpg" alt="" width="173" height="135" />(di <strong>Federico catani </strong>) Uscire dall’omosessualità è possibile. Questo il messaggio lanciato da Luca Di Tolve, ex gay militante ora felicemente sposato. Nella conferenza tenuta presso l’Associazione Famiglia Domani il 9 febbraio scorso, l’autore di Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso (Piemme, 2011) ha raccontato al pubblico presente la sua storia.<span id="more-158"></span></p>
<p><strong>Figlio di genitori divorziati,</strong> Luca si è trovato fin da piccolo a vivere solo con la mamma, che divenne ben presto il suo unico modello e riferimento. L’assenza del padre e le attenzioni della madre lo portarono ad assumere atteggiamenti effeminati che poi sfociarono nell’omosessualità.</p>
<p><strong>Quando si rese conto del suo stato,</strong> Luca consultò alcuni psicologi, che però all’unanimità dissero che doveva rassegnarsi al suo orientamento sessuale, accogliendolo con serenità. Da quel momento iniziò per Luca, come egli stesso ha raccontato, una vita di trasgressioni e vizi, a base di sesso, alcol e sostanze stupefacenti. Frequentatore assiduo dei locali gay, che durante la conferenza Di Tolve ha definito «ghetti» in cui ci si isola dalla realtà, animatore di quelle feste fatte di luci e colori volti a soffocare il vuoto interiore, Luca divenne ben presto molto ricco. In una città come Milano non era difficile incontrare fidanzati facoltosi, che permettevano ai loro amanti di condurre una vita agiata.</p>
<p><strong>Luca Di Tolve è stato anche vincitore di Mister Gay</strong>, concorso di bellezza per omosessuali e ha fatto parte della dirigenza dell’Arcigay. Poi, all’improvviso, la situazione cambiò. Nel momento in cui molti dei suoi amici o dei suoi compagni morirono di Aids, Luca iniziò a riflettere sulla sua condizione.</p>
<p><strong>La svolta arrivò quando si rese conto </strong>di essere egli stesso sieropositivo. I medici gli avevano dato tre mesi di vita. Di Tolve ha confessato che in quel momento ebbe un crollo. Benché avesse una spiritualità tutta sua, legata principalmente ai culti orientali, incominciò a pregare la Madonna con una corona del Rosario che trovò in casa.</p>
<p><strong>Poi andò subito a confessare i propri peccati ad un frate</strong>, il quale lo incoraggiò invitandolo a comportarsi da buon cristiano. Da allora, grazie a validi psicologi e a buoni sacerdoti, Luca ha intrapreso il duro cammino che lo ha portato al pieno recupero della sua identità maschile.</p>
<p><strong>Di grande aiuto, oltre all’adorazione eucaristica</strong> e alla frequenza assidua ai sacramenti, è stata la terapia dello psicologo americano Joseph Nicolosi, autore di molti libri sul tema dell’omosessualità. Come ha sottolineato Di Tolve, se è vero che lobby omosessualiste, per meri interessi economici e ideologici, hanno fatto pressione affinché l’Organizzazione mondiale della Sanità rimuovesse l’omosessualità dalle patologie, è altrettanto vero che la stessa organizzazione internazionale richiama gli psicologi al dovere di aiutare i gay che non accettano la propria condizione e decidono di ricorrere alla psicoterapia.</p>
<p><strong>Proprio per questo, Di Tolve, insieme a sua moglie Teresa</strong>, ha deciso di dar vita al Gruppo Lot, una onlus cattolica che, con la collaborazione di psicologi e sacerdoti, mira a soccorrere tutte le persone sofferenti  che portano dentro di sé ferite e dipendenze a livello emotivo, relazionale e di identità sessuale.</p>
<p><strong>Le richieste di aiuto provengono da ragazzi e ragazze di tutta Italia</strong>. Pertanto, il Gruppo Lot, posto sotto il patrocinio della Madonna, si affida alla generosità di quanti vogliano sostenerlo, in modo che riesca a portare il suo messaggio di speranza e consolazione a quante più persone possibili. Una sfida al politicamente corretto e all’ideologia del gender oggi dominante. (Federico Catani)</p>
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		<title>Aborto: Marcia per la Vita a Parigi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 21:18:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marcia per la Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[(su Corrispondenza Romana) Nel pomeriggio di domenica 22 gennaio 2012 si è svolta con successo a Parigi l&#8217;ottava Marcia per la Vita organizzata da una quindicina di associazioni impegnate nella battaglia contro l&#8217;aborto, che hanno sfilato per le strade della &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/01/26/142/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-144" title="DSC_6103" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_6103-300x198.jpg" alt="" width="208" height="137" />(su <a href="http://www.corrispondenzaromana.it/" target="_blank">Corrispondenza Romana</a>) Nel pomeriggio di domenica 22 gennaio 2012 si è svolta con successo a Parigi l&#8217;ottava Marcia per la Vita organizzata da una quindicina di associazioni impegnate nella battaglia contro l&#8217;aborto, che hanno sfilato per le strade della città sfidando su questo tema i rappresentanti politici a tre mesi dalle elezioni presidenziali.<span id="more-142"></span></p>
<p>I manifestanti (6.850 secondo la polizia, 30.000 secondo gli organizzatori) si sono ritrovati verso le 14:30 a Place de la République e hanno dato vita ad un lungo corteo, durato più di 2 ore, colorito con musiche, palloncini, cartelli e slogan che si è diramato per i grandi boulevards parigini fino ad arrivare a Place de l&#8217;Opéra.</p>
<p>In testa, dietro ai responsabili delle 15 associazioni, un gruppo di ragazzi ha aperto il corteo con un lungo striscione per chiedere al governo il rispetto della vita. Sei camionette con grandi casse hanno scandito i tempi di marcia con varie soste che hanno permesso al gruppo di rimanere compatto e di seguire in ogni punto lo speaker che ha animato la manifestazione. In coda un po&#8217; più lontano dal &#8221; frastuono laico&#8221; una schiera di sacerdoti, suore e semplici laici hanno chiuso il corteo recitando rosari e intonando canti religiosi.</p>
<p>Tra i manifestanti, oltre a molti giovani, bambini, famiglie, e numeroso clero, ha partecipato anche qualche Vescovo tra cui mons. Marc Marie Aillet, vescovo di Bayonne. Erano presenti anche varie delegazioni straniere tra le quali, provenienti dall&#8217; Italia, l’Associazione Famiglia Domani, Voglio Vivere, Scienza &amp; Vita di Bergamo e il Movimento per la Vita. L’ Associazione Famiglia Domani ha potuto rivolgere un saluto a tutti i presenti annunciando la prossima Marcia per la Vita italiana che si terrà a Roma il 13 maggio 2012 ed invitando tutti a parteciparvi.</p>
<p>La marcia era colorata da tanti cartelli con scritte diverse: &#8220;leggi per la vita&#8221;, &#8220;l&#8217;aborto uccide&#8221;, “Io amo la vita” o ancora &#8220;aborto eutanasia, adesso basta!&#8221;. Le associazioni organizzatrici hanno reclamato l&#8217;abrogazione della legge Veil del 1975 che ha legalizzato l&#8217;aborto e l&#8217;istituzione di una &#8220;vera politica di aiuto alle famiglie, con un particolare sforzo a beneficio delle madri in difficoltà&#8221;.</p>
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		<title>La scienza contro i &#8220;pro-choice&#8221;: l&#8217;aborto aggrava la salute psichica della donna</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>

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		<description><![CDATA[(Maurizio Ravasio su Uccr del 12/01/2012) Nelle legislazioni dei paesi in cui si può abortire liberamente, la tutela della salute psichica della donna è una delle motivazioni più ricorrenti per giustificare l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza. L’aborto sembra però adempiere &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/01/13/la-scienza-contro-i-pro-choise-laborto-aggrava-la-salute-psichica-della-donna/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft size-full wp-image-100" title="Post-Abortion-Syndrome-300x194" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/01/Post-Abortion-Syndrome-300x194.jpg" alt="" width="199" height="128" />(<strong>Maurizio Ravasio </strong>su <a href="http://www.uccronline.it/2012/01/12/la-scienza-contro-i-pro-choice-laborto-aggrava-la-salute-psichica-della-donna/" target="_blank">Uccr</a> del 12/01/2012) Nelle legislazioni dei paesi in cui si può abortire liberamente, la <strong>tutela della salute psichica della donna</strong> è una delle motivazioni più ricorrenti per giustificare l’accesso  all’interruzione volontaria di gravidanza. L’aborto sembra però  adempiere allo scopo opposto: praticato per la salvaguardia della salute  mentale delle donne, comporta un aumento considerevole del rischio di  incorrere in problemi psichici.<span id="more-99"></span>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi anni, infatti, diversi  studi hanno analizzato la ricorrenza delle malattie mentali nel periodo  post-aborto. Ultimo in ordine di tempo quello pubblicato dalla <em><a href="http://www.lifesitenews.com/images/pdfs/coleman_review_final_proof%5B1%5D.pdf" target="_blank">rivista medica peer-rewieved “The British Journal of Psychiatry”</a></em> a cura della professoressa Coleman della Bowling Green State  University. La ricercatrice statunitense si è occupata della revisione  dei dati di 22 studi su quasi novecentomila donne, di cui 163.831 con  una interruzione di gravidanza alle spalle.</p>
<p>Numeri che fanno di questo  articolo la più ampia relazione per la valutazione dell’impatto  dell’aborto sui disturbi mentali. Un lavoro importante dunque, con una  conclusione allarmante: per le donne che si sono sottoposte ad un aborto  è aumentato del 81% il rischio di problemi di salute mentale.</p>
<p>Aumentano  sensibilmente anche il rischio di cadere in depressione e quello di  incorrere in disturbi d’ansia. Più che raddoppiato, invece, il rischio  di suicidi; sul fronte delle dipendenze sale del 110% il rischio di  alcoolismo e addirittura del 230% quello del consumo di marijuana.  I  risultati sono coerenti con uno studio<em><a href="http://www.benthamscience.com/cwhr/sample/cwhr1-1/D0003W.pdf" target="_blank"> realizzato sempre dalla Coleman</a></em>, nel 2005, dal quale si evince una chiara correlazione tra aborto indotto e aumento di problemi psicologici.</p>
<p>La prospettiva del ricorso all’aborto  per salvaguardare la salute psichica sembra essere sconfessata anche  dagli studi di altri ricercatori, come quello del <em><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20416147" target="_blank">team guidato dalla ricercatrice canadese Mota</a></em>,  che ha compiuto uno studio su un campione rappresentativo della  popolazione statunitense pubblicato nel 2010. Queste le conclusioni: <em>«Il nostro studio conferma una forte associazione tra aborto e disordini mentali»</em>.</p>
<p>Tra le donne che erano passate da una esperienza di aborto indotto è  stato osservato un aumento del 61% della fobia sociale e del 59% del  rischio di propositi di suicidio, mentre salivano vertiginosamente del  261% il rischio di alcoolismo e del 313% quello della dipendenza da  stupefacenti.  Risultati coerenti con quelli ottenuti nel <strong>2009 </strong>e <em><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19043146" target="_blank">pubblicati sulla Revista da Associação Médica Brasileira (RAMB)</a></em>, dove si mostra che le donne che hanno avuto un aborto indotto hanno maggiori tassi di <strong>ansia, depressione, </strong><strong>sentimenti problematici</strong> e bisognose di un sostegno psicologico.</p>
<p>Lo stesso è stato riportato <strong>maggio 2008</strong>, <a href="http://www.mendeley.com/research/women-and-the-painful-experience-of-therapeutic-abortion/" target="_blank">su <em>Gynécologie obstétrique et fertilité</em>,</a> il mensile di informazione scientifica dei medici francesi, dove i  risultati rivelano il trauma psicologico causato dall’aborto  “terapeutico”: significativo <strong>disagio</strong> vissuto dalla donna, accentuato dall’onnipresente <strong>senso di colpa</strong> e sintomi persistenti di <strong>ansia e depressione</strong>.</p>
<p>In un recente articolo significativamente intitolato<em> <a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-la-menzognadellaborto-che-cura-3650.htm" target="_blank">“La menzogna dell’aborto che cura”</a></em> il dottor <strong>Renzo Puccetti</strong>, specialista in Medicina Interna e membro dell’Unità di Ricerca della <em>European Medical Association,</em> conclude scrivendo: <em>«allo stato delle conoscenze è incontestabile anche per gli stessi abortisti che l’aborto <strong>non è per niente terapeutico</strong>; a livello di salute pubblica costituisce una procedura per le donne di <strong>nessuna utilità al fine della salvaguardia della loro salute mentale</strong>,  si tratta in sostanza di una procedura futile.</em></p>
<p><em> </em><em>A livello fattuale il  “serio pericolo per la salute della donna” posto a giustificazione della  richiesta di aborto dalla legge italiana non riceve alcuna mitigazione  dall’aborto. Vorrà il mondo della politica, dell’informazione, della  cultura, della legge </em><em><strong>prenderne atto</strong> e trarne le logiche conseguenze?»</em>.</p>
<p><strong>Maurizio Ravasio</strong></p>
</div>
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		<title>La pillola va giù, ed è boom di aborti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 13:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Renzo Puccetti su La Bussola del13/01/2012) Da poche settimane il popolo spagnolo non è più governato dal super-laicista Zapatero. Il primo ministro del partido popular Mariano Rajoy Brey che risiede oggi alla Moncloa avrà un bel da fare nel &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/01/13/la-pillola-va-giu-ed-e-boom-di-aborti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-95" title="pillole abortive" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/01/pillole-abortive.jpg" alt="" width="198" height="148" />(di <strong>Renzo Puccetti </strong> su <em>La Bussola</em> del13/01/2012) Da poche settimane il popolo spagnolo non è più governato dal super-laicista Zapatero. Il primo ministro del <em>partido popular</em> Mariano Rajoy Brey che risiede oggi alla Moncloa avrà un bel da fare  nel rimettere in sesto una nazione su cui sembrava risplendere il sol  dell’avvenir relativista. Non si tratta soltanto delle gravi difficoltà  economiche del paese che vedono un deficit all’8% ed una disoccupazione  al 21,5% che raggiunge il 44% tra i giovani, ma dei molteplici frutti  ammarciti di un’illusione ateistica che aveva ammaliato molti dei nostri  cugini iberici. <span id="more-94"></span></p>
<p>Tra i forse meno noti vi è stata la riforma della legge  sull’aborto che lo ha liberalizzato nelle prime 14 settimane di  gestazione e fino alla ventiduesima settimana in caso di pericolo per la  salute della madre o di anomalie fetali.</p>
<p><strong>La nuova legge</strong>,  approvata il 24 febbraio 2010 con soltanto 6 voti di scarto, è entrata  in vigore il 5 luglio dello stesso anno, stabilendo l’aborto come un  vero e proprio diritto della donna. In precedenza era in vigore la legge  n. 9 del 1985 che permetteva gli aborti nei centri pubblici e privati  accreditati “per evitare un grave pericolo per la salute fisica o  psichica della donna”. Facendo leva su un’interpretazione quanto mai  vasta del termine salute, anche con la vecchia legislazione, soprattutto  a partire dalla fine degli anni ’90, nei centri privati si è cominciato  a fare aborti a tutto spiano, arrivando a sopprimere legalmente anche  bambini di 26 settimane, con casi eclatanti di cliniche-mattatoio su cui  è dovuta intervenire la magistratura spagnola.</p>
<p><strong>Nonostante le dichiarazioni</strong> ottimistiche dell’ex ministro della salute Leire Pajín, le cifre più  recenti sono tutt’altro che confortanti: nel 2010 si sono registrati  113031 aborti, un tasso di 11,49 ogni 1000 donne in età fertile, in  crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente; per ogni 1000 bambini  nati, 233 sono stati soppressi. Non desta peraltro sorpresa constatare  come ancora una volta i numeri provvedono a smascherare l’ipocrita  menzogna volta a giustificare l’aborto come strumento di tutela della  salute della donna; se infatti nei 6 mesi prima della riforma la salute  della madre era fornita come motivazione dell’aborto nel 98% dei casi,  nella seconda metà dell’anno la salute della madre è stata invocata in  uno striminzito 8,1% dei casi, contro l’89% dei casi in cui è bastata la  semplice richiesta della madre. Numeri che dimostrano le proprietà  taumaturgiche della legge libertaria: dopo la nuova legge tutte le  gravidanze certificate essere una minaccia per la salute delle donne  sono scomparse. Ennesima conferma che più si allarga l’accesso  all’aborto, più aborti si verificano nella popolazione.</p>
<p><strong>Aborto che non è affatto</strong> ridotto dal maggior ricorso alla contraccezione come certi  starnazzamenti pseudo-scientifici pretenderebbero di fare credere.  Giusto un anno fa i ginecologi dell’Università di Siviglia hanno  pubblicato i risultati osservazionali su un decennio di aborto in  Spagna: l’aumento della popolazione che usa la contraccezione dal 49% a  quasi l’80%  è andato di pari passo ad un raddoppio degli aborti. Un  risultato niente male che conferma i nostri studi pubblicati nel 2008,  2009 e 2010 e che fanno il paio con i dati che riguardano la pillola del  giorno dopo, la cui vendita libera in farmacia senza necessità di  prescrizione medica è stata stabilita nell’ottobre del 2009 dal governo  Zapatero. Secondo i dati forniti dall’Istituto IMS Health al quotidiano<em> El País</em>,  il numero di confezioni vendute è passato da 388000 nel 2009 a 712000  nel 2010. Che si tratti dell’effetto prodotto dal cambio di normativa è  attestato dal criterio temporale: a settembre, il mese antecedente la  riforma, il numero di confezioni vendute era pari a 37138 ed è salito a  69414 in ottobre, realizzando un incremento dei ricavi dell’86%.</p>
<p><strong>Tra le 21000 farmacie spagnole </strong>quelle  che hanno deciso di vendere la pillola sono passate dopo la modifica  normativa dal 50% al 62-63% e la vendita media per farmacia è salita da 3  a 5 confezioni al mese. Sappiamo che la probabilità di gravidanza tra  la popolazione che chiede la pillola del giorno dopo si attesta intorno  al 4%, se quindi la pillola del giorno dopo ha davvero l’efficacia  propagandata, un incremento delle vendite di 324000 unità avrebbe dovuto  condurre ad una riduzione delle gravidanze indesiderate superiore alle  undicimila unità e ad una conseguente riduzione del numero degli aborti  che invece, chissà perché, anziché diminuire sono aumentati di 1549  unità. Peraltro, proprio nel 2010, il prestigioso istituto Cochrane ha  divulgato la seconda revisione riguardo alla pratica di fornire alle  donne scorte di pillola del giorno dopo da usare in caso di fallimento  contraccettivo.</p>
<p><strong>Analizzando ben undici studi</strong> che includevano 7695 donne gli autori hanno dimostrato che le scorte di  pillole del giorno dopo si associavano ad un incremento dell’impiego del  250%, alla quadruplicazione delle assunzioni multiple ed ad  un’assunzione anticipata di circa 13 ore, tutti elementi che, a rigor di  logica, avrebbero dovuto condurre ad una riduzione delle gravidanze, ma  i numeri, questi testimoni talora scomodi della realtà, si comportano  ancora una volta da convitati di pietra: della preventivata riduzione  delle gravidanze, i ricercatori non hanno notato nemmeno l’ombra.  Ricordate la prescrizione di pillole del giorno dopo alle ragazze che  escono dalle scuole? Ricordate l’idea di diffondere le pillole nei  supermercati? Il giudizio viene per direttissima dalla ricerca  scientifica: idiozie.</p>
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		<title>Congresso internazionale per la Vita</title>
		<link>http://www.famigliadomani.it/2011/12/10/convegno-internazionale-per-la-vita/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 08:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.famigliadomani.it/?p=103</guid>
		<description><![CDATA[Congresso internazionale Ai confini dell’umano. La persona umana nell’epoca della rivoluzione biotecnologica Palazzo San Pio X Via dell’Ospedale (via della Conciliazione) Roma 25-26 Febbraio 2012 SCARICA LA LOCANDINA &#160;&#160;-&#160; &#160;REGISTRATI AL CONGRESSO Sabato 25 Febbraio 8:00 – 9:00    Registrazione 9:00 &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2011/12/10/convegno-internazionale-per-la-vita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Congresso internazionale</span></h3>
<h1 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;">Ai confini dell’umano</span>.</strong><br />
<span style="color: #ff0000;">La persona umana nell’epoca della rivoluzione biotecnologica</span></h1>
<h3 style="text-align: center;">Palazzo San Pio X<br />
Via dell’Ospedale (via della Conciliazione)<br />
<strong>Roma<br />
25-26 Febbraio 2012</strong><br />
<span id="more-103"></span></h3>
<p><a href="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2011/12/convegno25febbraio.pdf" target="_blank">SCARICA LA LOCANDINA</a>  &nbsp;&nbsp;-&nbsp; &nbsp;<a title="Registrati" href="http://www.famigliadomani.it/eventi">REGISTRATI AL CONGRESSO</a></p>
<h4 style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;">Sabato 25 Febbraio </span></h4>
<h4><strong>8:00 – 9:00    Registrazione </strong></h4>
<h4><strong>9:00 – 9:15 </strong><br />
<strong>Saluti di apertura</strong><br />
Luigi Coda Nunziante, Presidente Associazione Famiglia Domani<br />
Prof. Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Roma</h4>
<h4><strong>9:15 – 10:00</strong><br />
<strong>Relazione introduttiva</strong><br />
S. Emin. Rev.ma il Card. Leo Raymond Burke</h4>
<h4><strong>10:00 – 10:30</strong><br />
<em>La portata profetica dell’</em> Humanae Vitae<br />
S. E. Mons. Luigi Negri (Vescovo di S. Marino Montefeltro)</h4>
<h4><span style="color: #ff0000;">10:30 – 10:45 Coffee Break</span></h4>
<h4><strong>10:45 – 11:15</strong><br />
<em>Vita e morte: definizione dell’inizio e della fine dell’uomo in quanto essere giuridico</em><br />
Prof. Rainer Beckman (Giurista &#8211; Università di Heidelberg, Germania)</h4>
<h4><strong>11:15 – 11:45</strong><br />
<em>La legalizzazione dell’aborto procurato nel mondo</em><br />
Prof. Mario Palmaro (Filosofo del Diritto &#8211; Università Europea di Roma)</h4>
<h4><strong>11:45 – 12:15</strong><br />
<em>La “sindrome post-aborto”: evidenze etiche e cliniche sulla difesa della vita umana</em><br />
Prof.ssa Claudia Navarini (Bioeticista &#8211; Università Europea di Roma)</h4>
<h4><strong>12:15 – 12:45</strong><br />
<em>Crisi e fine della procreazione umana ?</em><br />
Dott.ssa Mercedes Wilson (Presidente Family for the Americas)</h4>
<h4><strong><span style="color: #000000;">12:45 – 13:15    Discussione</span></strong></h4>
<h4><span style="color: #ff0000;">Pranzo</span></h4>
<h4><strong>15:00 – 15:30</strong><br />
<em>Gender: una categoria in discussione tra filosofia e diritto</em><br />
Prof.ssa Laura Palazzani (Filosofo del Diritto – LUMSA, Roma)</h4>
<h4><strong>15:30 – 16:00</strong><br />
<em>Trapianti di organi vitali: imporre la morte o salvare vite umane?</em><br />
Prof. Josef Seifert (Filosofo &#8211; Internationale Akademie für Philosophie, Cile)</h4>
<h4><strong>16:00 – 16:30</strong><br />
<em>Come salvare le vite dei cerebrolesi</em><br />
Dott. Cicero Galli Coimbra (Neurologo &#8211; Università di San Paolo, Brasile)</h4>
<h4><span style="color: #ff0000;">16:30 – 17:00    Coffee Break</span></h4>
<h4><strong>17:00 – 17:30</strong><br />
<em>Salvare l’innocente</em><br />
Dott. Paul Byrne (Neonatologo &#8211; Università dell’Ohio, Usa)</h4>
<h4><strong>17:30 – 18:00</strong><br />
<em>Il cuore come piccolo cervello</em><br />
Dott. John Andrew Armour (Neurocardiologo &#8211; Università di Montreal, Canada)</h4>
<h4><strong>18:00 – 18:30 Discussione </strong></h4>
<h4><span style="color: #ff0000;">Domenica 26 febbraio</span></h4>
<h4><strong>9:30 – 10:15</strong><br />
<em>Testimonianza</em><br />
Gianna Emanuela Molla (figlia di S. Gianna Beretta Molla)</h4>
<h4><strong>10:15 – 10:45</strong><br />
<em>Dalla crisi della metafisica al totalitarismo biotecnologico</em><br />
Prof. Matteo D’Amico (Filosofo, A.E.S.P.I.)</h4>
<h4><strong>10:45 – 11:30</strong><br />
<em>Ai confini dell’umano: conclusioni</em><br />
Prof. Roberto de Mattei (Storico, Università Europea di Roma)</h4>
<h4><strong>12:00</strong><br />
Angelus in S. Pietro</h4>
<h4><a href="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2011/12/convegno25febbraio.pdf" target="_blank">SCARICA LA LOCANDINA</a> &nbsp;&nbsp;-&nbsp; &nbsp;<a title="Registrati" href="http://www.famigliadomani.it/eventi">REGISTRATI AL CONGRESSO</a></h4>
<p>Per informazioni scrivere a: info@famigliadomani.it oppure telefonare a: 06.32.33.370</p>
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		<title>Aborto, l’impunità è un errore</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 08:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.famigliadomani.it/?p=86</guid>
		<description><![CDATA[(di Mario Palmaro su “La Bussola Quotidiana” del 21/10/2011) Con l’aborto si uccidono esseri umani innocenti. Per sentirsi dire parole così dure e così schiette alle 8 e trenta della sera, sulla rete più importante del servizio pubblico, c’è voluto &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2011/10/26/aborto-l%e2%80%99impunita-e-un-errore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="aborto" src="http://www.corrispondenzaromana.it/wp-content/uploads/2011/10/radiolondra-300x168.jpg" alt="" width="218" height="122" />(di <strong>Mario Palmaro</strong> su “<em>La Bussola Quotidiana</em>”   del 21/10/2011) Con l’aborto si uccidono esseri umani innocenti.  Per   sentirsi dire parole così dure e così schiette alle 8 e trenta della    sera, sulla rete più importante del servizio pubblico, c’è voluto il    coraggio un po’ incosciente, la sfrontatezza diremmo, di Giuliano    Ferrara. A lui va una menzione d’onore per questa autodeflagrazione    mediatica, questa vera e propria esplosione che ha investito l’etere    l’altra sera, durante il consueto breve spazio di Radio Londra su Rai 1.      <span id="more-86"></span></p>
<p><strong>Prendendo spunto dalla sentenza della Corte di Giustizia europea</strong> contro i brevetti ottenuti da esperimenti su embrioni, il direttore del <em>Foglio</em> ha lanciato un’invettiva lucida e spietata contro l’aborto: se i    giudici della corte dicono che l’embrione è fin dagli albori un essere    umano – questo il ragionamento di Ferrara – allora significa che con    l’aborto noi continuiamo per legge a uccidere – ma il direttore del <em>Foglio</em> ha detto “ammazzare” – delle persone innocenti.</p>
<p><strong>C’è voluto un laico impertinente come Giuliano Ferrara</strong> per osare affermare ciò che per decenni molti altri, e noi cattolici in    testa, hanno avuto paura di dire. Per questo motivo quelle parole di    Ferrara fanno uno strano effetto, e assomigliano a una fucilata, a un    colpo sparato a sorpresa per orecchie che ormai non erano più abituate  a   sentirselo dire, quel fatto terribile e imbarazzante, e cioè che    l’aborto uccide innocenti. Perfino noi pro life da tempo andiamo alla    ricerca delle perifrasi, dei giri di parole, degli eufemismi, delle    magie dell’antilingua che servano a evitare di dire come stanno le cose.</p>
<p><strong>Per questo, davanti a uno come Ferrara bisogna togliersi il cappello,</strong> e ringraziare la Provvidenza di avercelo mandato a strapazzarci e a    scuoterci dal torpore e dall’indifferenza, lui che proviene da una    solida formazione comunista ortodossa, e lui che l’altro giorno –    purtroppo – annunciava di aver mandato mille euro a Radio Radicale    affinché non chiuda.</p>
<p><strong>Giuliano Ferrara è un amico che, in base alla propria storia</strong> e al proprio percorso personale, dà tutto quello che può dare, e anche    di più. E’ il centurione di Cafarnao, che si professa pagano ma al   quale  Gesù attribuisce più fede di quella di qualunque altro uomo in   tutta  Israele. Quindi, come dicevamo, <em>chapeau</em>.</p>
<p><strong>D’altra parte, il discorso fatto l’altra sera da Ferrara sull’aborto presenta un punto debole grave</strong>, del quale è bene parlare. Secondo il direttore del <em>Foglio</em> – che lo ha ribadito in una pagina-manifesto sul suo quotidiano –    l’aborto è sbagliato, ma non può essere vietato dalla legge; né la donna    e chi coopera all’aborto devono essere puniti. La contrarietà    all’aborto, secondo Ferrara, deve esprimersi sul piano culturale,    economico e in generale delle scelte politiche di un governo, lasciando    però del tutto impregiudicato quel diritto all’aborto sancito dalle    leggi abortiste, 194 in testa.</p>
<p><strong>Questa posizione contiene un errore sostanziale</strong>;    sotto il profilo logico, perché non si può combattere veramente    l’aborto senza vietarlo. Certo, si può e si deve discutere quale debba    essere la misura e la qualità della sanzione. Ma non esiste tutela    giuridica di un diritto fondamentale se poi chi lo viola resta    bellamente impunito. Non si può tutelare la proprietà privata e    dichiarare insieme l’impunità di chi ruba. Dire che lo Stato è contro    l’aborto, e nello stesso tempo trasformarlo in una scelta insindacabile    della donna, facendolo pagare dal servizio sanitario pubblico, è una    contraddizione in termini da cui non si può uscire.</p>
<p><strong>E, infatti, in Italia 33 anni di 194 hanno prodotto 5 milioni di vittime dell’aborto</strong> e una cultura politica, giuridica e morale accondiscendente all’aborto.    La legge 194 ha prodotto la legittimazione giuridica dell’eugenetica,    per cui con la 194 si pone fine alla nascita dei bambini down e    portatori di altri patologie individuate con la diagnosi prenatale. E    sempre la legge ha prodotto l’idea che fare o non fare nascere sia una    scelta della donna.</p>
<p><strong>Questa porzione della battaglia contro l’aborto è la più difficile da digerire</strong> e da comunicare, ed è per questo che anche nel mondo pro life da troppo    tempo si è deciso di “stralciarla” dal dibattito: impegniamoci per    aiutare le donne, e rassegniamoci in silenzio e in buon ordine a    convivere fino alla fine dei tempi con le leggi pro aborto.</p>
<p><strong>Sarà bene ricordare a tutti che non è questo l’insegnamento solenne della Chiesa</strong>; e che nella <em>Evangelium Vitae</em> si stabilisce senza esitazione che gli stati non possono ammettere    l’uccisione dei nascituri per legge; e che simili leggi ingiuste debbono    essere denunciate e combattute incessantemente dai cattolici e dalle    persone di buona volontà, poiché esse non sono più leggi, ma simulacri    di leggi, autentica violenza legalizzata.</p>
<p><strong>Chiedere a Giuliano Ferrara di farsi esplodere un’altra volta in diretta Tv</strong> per dire queste cose è, probabilmente, troppo. Ma sarebbe una vera    tragedia se non si trovasse più qualcun altro, magari fra i cattolici e i    pro life, pronto a ripetere al mondo che non è possibile, mai,    rassegnarsi di fronte a una legge che riconosce il diritto di uccidere.</p>
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		<title>International Congress for Life</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 08:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[International Congress&#160; The Boundaries of the Human The Human Being at the time of the biotechnological Revolution Palazzo San Pio X Via dell’Ospedale (via della Conciliazione) Rome February 25-26, 2012 Saturday 25 February&#160; 8:00 – 9:00    Registration 9:00 – 9:15 &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2011/09/13/124/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong>International Congress</strong>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">The Boundaries of the Human</span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">The Human Being at the time of the biotechnological Revolution</span></strong></p>
<p>Palazzo San Pio X<br />
Via dell’Ospedale (via della Conciliazione)<br />
<strong>Rome<br />
February 25-26, 2012<span id="more-124"></span></strong></h2>
<h3><strong><span style="color: #ff0000;">Saturday 25 February</span></strong>&nbsp;</p>
<p><strong>8:00 – 9:00    Registration</strong></p>
<p><strong>9:00 – 9:15 </strong><br />
<strong>Welcoming Remarks</strong><br />
Luigi Coda Nunziante, President Associazione Famiglia Domani<br />
Prof. Emmanuele Emanuele, President Fondazione Roma</p>
<p><strong>9:15 – 10:00</strong><br />
<em><strong>Keynote Speech</strong></em><br />
His Eminence Card. Leo Raymond Burke</p>
<p><strong>10:00 – 10:30</strong><br />
<em>The Wisdom of</em> Humanae Vitae<br />
H. E. Mons. Luigi Negri (Bishop of S. Marino Montefeltro)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">10:30 – 10:45 Coffee Break</span></strong></p>
<p><strong>10:45 – 11:15</strong><br />
<em>Life and Death: Defining the Beginning and the End of the Human Being as a Legal Entity</em><br />
Pr. Rainer Beckman (Jurist &#8211; Heidelberg University, Germany)</p>
<p><strong>11:15 – 11:45</strong><br />
<em>Legalisation of the procured abortion in the world</em><br />
Pr. Mario Palmaro (Philosopher of Law &#8211; European University of Rome)</p>
<p><strong>11:45 – 12:15</strong><br />
<em>“Post-abortion syndrome”: ethical and clinical evidences regarding defense of human life</em><br />
Pr. Claudia Navarini (Bioethicist &#8211; European University of Rome)</p>
<p><strong>12:15 – 12:45</strong><br />
<em>The Demise of Human Procreation?</em><br />
Dr. Mercedes Wilson (President of Family for the Americas)</p>
<p><strong>12:45 – 13:15    Discussion</strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Lunch</span></strong></p>
<p><strong>15:00 – 15:30</strong><br />
<em>Gender: A Debated Category between Philosophy and Law</em><br />
Pr. Laura Palazzani (Philosopher of Law &#8211; LUMSA)</p>
<p><strong>15:30 – 16:00</strong><br />
<em>Transplantation of Vital Organs: imposing Death or saving Lives? </em><br />
Pr. Josef Seifert (Philosopher &#8211; International Academy of Philosophy, Chile)</p>
<p><strong>16:00 – 16:30</strong><br />
<em>How to Save the Lives of Brain Injured Persons</em><br />
Dr. Cicero Galli Coimbra (Neurologist &#8211; University of São Paulo, Brazil)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">16:30 – 17:00    Coffee Break</span></strong></p>
<p><strong>17:00 – 17:30</strong><br />
<em>Saving the Innocent</em><br />
Dr. Paul Byrne (Neonatologist &#8211; University of Toledo, College of Medicine, Ohio, USA)</p>
<p><strong>17:30 – 18:00</strong><br />
<em>The Little Brain in the Heart </em><br />
Dr. John Andrew Armour (Neurocardiologist &#8211; University of Montreal, Canada)</p>
<p><strong>18:00 – 18:30 Discussion</strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Sunday 26 February</span></strong></p>
<p><strong>9:30 – 10:15</strong><br />
<em>Testimonials</em><br />
Gianna Emanuela Molla (daughter of St Gianna Beretta Molla)</p>
<p><strong>10:15 – 10:45</strong><br />
<em>From the Crisis of Metaphysics to the Biotechnological Totalitarianism</em><br />
Pr. Matteo D’Amico (Philosopher &#8211; A.E.S.P.I.)</p>
<p><strong>10:45 – 11:30</strong><br />
<em>The Boundaries of the Human: concluding remarks </em><br />
Pr. Roberto de Mattei (Historian &#8211; European University of Rome)</p>
<p><strong>12:00</strong><br />
Angelus in Saint Peter</p>
<p>For more information:<a href="http://www.famigliadomani.it/contatti/" target="_blank"> info@famigliadomani.it</a> – phone: +39-06.32.33.370 or +39-06.32.20.291</h3>
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