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	<title>Famiglia Domani</title>
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	<description>In difesa della famiglia e della vita</description>
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		<title>Luca Di Tolve all’Associazione Famiglia Domani: omosessuali non si nasce, si diventa</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[educazione sessuale]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Federico catani ) Uscire dall’omosessualità è possibile. Questo il messaggio lanciato da Luca Di Tolve, ex gay militante ora felicemente sposato. Nella conferenza tenuta presso l’Associazione Famiglia Domani il 9 febbraio scorso, l’autore di Ero gay. A Medjugorje ho &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/02/16/luca-di-tolve-all%e2%80%99associazione-famiglia-domani-omosessuali-non-si-nasce-si-diventa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7754" title="Luca Di Tolve" src="http://www.corrispondenzaromana.it/wp-content/uploads/2012/02/Luca-Di-Tolve.jpg" alt="" width="173" height="135" />(di <strong>Federico catani </strong>) Uscire dall’omosessualità è possibile. Questo il messaggio lanciato da Luca Di Tolve, ex gay militante ora felicemente sposato. Nella conferenza tenuta presso l’Associazione Famiglia Domani il 9 febbraio scorso, l’autore di Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso (Piemme, 2011) ha raccontato al pubblico presente la sua storia.<span id="more-158"></span></p>
<p><strong>Figlio di genitori divorziati,</strong> Luca si è trovato fin da piccolo a vivere solo con la mamma, che divenne ben presto il suo unico modello e riferimento. L’assenza del padre e le attenzioni della madre lo portarono ad assumere atteggiamenti effeminati che poi sfociarono nell’omosessualità.</p>
<p><strong>Quando si rese conto del suo stato,</strong> Luca consultò alcuni psicologi, che però all’unanimità dissero che doveva rassegnarsi al suo orientamento sessuale, accogliendolo con serenità. Da quel momento iniziò per Luca, come egli stesso ha raccontato, una vita di trasgressioni e vizi, a base di sesso, alcol e sostanze stupefacenti. Frequentatore assiduo dei locali gay, che durante la conferenza Di Tolve ha definito «ghetti» in cui ci si isola dalla realtà, animatore di quelle feste fatte di luci e colori volti a soffocare il vuoto interiore, Luca divenne ben presto molto ricco. In una città come Milano non era difficile incontrare fidanzati facoltosi, che permettevano ai loro amanti di condurre una vita agiata.</p>
<p><strong>Luca Di Tolve è stato anche vincitore di Mister Gay</strong>, concorso di bellezza per omosessuali e ha fatto parte della dirigenza dell’Arcigay. Poi, all’improvviso, la situazione cambiò. Nel momento in cui molti dei suoi amici o dei suoi compagni morirono di Aids, Luca iniziò a riflettere sulla sua condizione.</p>
<p><strong>La svolta arrivò quando si rese conto </strong>di essere egli stesso sieropositivo. I medici gli avevano dato tre mesi di vita. Di Tolve ha confessato che in quel momento ebbe un crollo. Benché avesse una spiritualità tutta sua, legata principalmente ai culti orientali, incominciò a pregare la Madonna con una corona del Rosario che trovò in casa.</p>
<p><strong>Poi andò subito a confessare i propri peccati ad un frate</strong>, il quale lo incoraggiò invitandolo a comportarsi da buon cristiano. Da allora, grazie a validi psicologi e a buoni sacerdoti, Luca ha intrapreso il duro cammino che lo ha portato al pieno recupero della sua identità maschile.</p>
<p><strong>Di grande aiuto, oltre all’adorazione eucaristica</strong> e alla frequenza assidua ai sacramenti, è stata la terapia dello psicologo americano Joseph Nicolosi, autore di molti libri sul tema dell’omosessualità. Come ha sottolineato Di Tolve, se è vero che lobby omosessualiste, per meri interessi economici e ideologici, hanno fatto pressione affinché l’Organizzazione mondiale della Sanità rimuovesse l’omosessualità dalle patologie, è altrettanto vero che la stessa organizzazione internazionale richiama gli psicologi al dovere di aiutare i gay che non accettano la propria condizione e decidono di ricorrere alla psicoterapia.</p>
<p><strong>Proprio per questo, Di Tolve, insieme a sua moglie Teresa</strong>, ha deciso di dar vita al Gruppo Lot, una onlus cattolica che, con la collaborazione di psicologi e sacerdoti, mira a soccorrere tutte le persone sofferenti  che portano dentro di sé ferite e dipendenze a livello emotivo, relazionale e di identità sessuale.</p>
<p><strong>Le richieste di aiuto provengono da ragazzi e ragazze di tutta Italia</strong>. Pertanto, il Gruppo Lot, posto sotto il patrocinio della Madonna, si affida alla generosità di quanti vogliano sostenerlo, in modo che riesca a portare il suo messaggio di speranza e consolazione a quante più persone possibili. Una sfida al politicamente corretto e all’ideologia del gender oggi dominante. (Federico Catani)</p>
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		<title>Aborto: Marcia per la Vita a Parigi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 21:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Marcia per la Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[(su Corrispondenza Romana) Nel pomeriggio di domenica 22 gennaio 2012 si è svolta con successo a Parigi l&#8217;ottava Marcia per la Vita organizzata da una quindicina di associazioni impegnate nella battaglia contro l&#8217;aborto, che hanno sfilato per le strade della &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/01/26/142/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-144" title="DSC_6103" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_6103-300x198.jpg" alt="" width="208" height="137" />(su <a href="http://www.corrispondenzaromana.it/" target="_blank">Corrispondenza Romana</a>) Nel pomeriggio di domenica 22 gennaio 2012 si è svolta con successo a Parigi l&#8217;ottava Marcia per la Vita organizzata da una quindicina di associazioni impegnate nella battaglia contro l&#8217;aborto, che hanno sfilato per le strade della città sfidando su questo tema i rappresentanti politici a tre mesi dalle elezioni presidenziali.<span id="more-142"></span></p>
<p>I manifestanti (6.850 secondo la polizia, 30.000 secondo gli organizzatori) si sono ritrovati verso le 14:30 a Place de la République e hanno dato vita ad un lungo corteo, durato più di 2 ore, colorito con musiche, palloncini, cartelli e slogan che si è diramato per i grandi boulevards parigini fino ad arrivare a Place de l&#8217;Opéra.</p>
<p>In testa, dietro ai responsabili delle 15 associazioni, un gruppo di ragazzi ha aperto il corteo con un lungo striscione per chiedere al governo il rispetto della vita. Sei camionette con grandi casse hanno scandito i tempi di marcia con varie soste che hanno permesso al gruppo di rimanere compatto e di seguire in ogni punto lo speaker che ha animato la manifestazione. In coda un po&#8217; più lontano dal &#8221; frastuono laico&#8221; una schiera di sacerdoti, suore e semplici laici hanno chiuso il corteo recitando rosari e intonando canti religiosi.</p>
<p>Tra i manifestanti, oltre a molti giovani, bambini, famiglie, e numeroso clero, ha partecipato anche qualche Vescovo tra cui mons. Marc Marie Aillet, vescovo di Bayonne. Erano presenti anche varie delegazioni straniere tra le quali, provenienti dall&#8217; Italia, l’Associazione Famiglia Domani, Voglio Vivere, Scienza &amp; Vita di Bergamo e il Movimento per la Vita. L’ Associazione Famiglia Domani ha potuto rivolgere un saluto a tutti i presenti annunciando la prossima Marcia per la Vita italiana che si terrà a Roma il 13 maggio 2012 ed invitando tutti a parteciparvi.</p>
<p>La marcia era colorata da tanti cartelli con scritte diverse: &#8220;leggi per la vita&#8221;, &#8220;l&#8217;aborto uccide&#8221;, “Io amo la vita” o ancora &#8220;aborto eutanasia, adesso basta!&#8221;. Le associazioni organizzatrici hanno reclamato l&#8217;abrogazione della legge Veil del 1975 che ha legalizzato l&#8217;aborto e l&#8217;istituzione di una &#8220;vera politica di aiuto alle famiglie, con un particolare sforzo a beneficio delle madri in difficoltà&#8221;.</p>
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		<title>La scienza contro i &#8220;pro-choice&#8221;: l&#8217;aborto aggrava la salute psichica della donna</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:05:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Maurizio Ravasio su Uccr del 12/01/2012) Nelle legislazioni dei paesi in cui si può abortire liberamente, la tutela della salute psichica della donna è una delle motivazioni più ricorrenti per giustificare l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza. L’aborto sembra però adempiere &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/01/13/la-scienza-contro-i-pro-choise-laborto-aggrava-la-salute-psichica-della-donna/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft size-full wp-image-100" title="Post-Abortion-Syndrome-300x194" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/01/Post-Abortion-Syndrome-300x194.jpg" alt="" width="199" height="128" />(<strong>Maurizio Ravasio </strong>su <a href="http://www.uccronline.it/2012/01/12/la-scienza-contro-i-pro-choice-laborto-aggrava-la-salute-psichica-della-donna/" target="_blank">Uccr</a> del 12/01/2012) Nelle legislazioni dei paesi in cui si può abortire liberamente, la <strong>tutela della salute psichica della donna</strong> è una delle motivazioni più ricorrenti per giustificare l’accesso  all’interruzione volontaria di gravidanza. L’aborto sembra però  adempiere allo scopo opposto: praticato per la salvaguardia della salute  mentale delle donne, comporta un aumento considerevole del rischio di  incorrere in problemi psichici.<span id="more-99"></span>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi anni, infatti, diversi  studi hanno analizzato la ricorrenza delle malattie mentali nel periodo  post-aborto. Ultimo in ordine di tempo quello pubblicato dalla <em><a href="http://www.lifesitenews.com/images/pdfs/coleman_review_final_proof%5B1%5D.pdf" target="_blank">rivista medica peer-rewieved “The British Journal of Psychiatry”</a></em> a cura della professoressa Coleman della Bowling Green State  University. La ricercatrice statunitense si è occupata della revisione  dei dati di 22 studi su quasi novecentomila donne, di cui 163.831 con  una interruzione di gravidanza alle spalle.</p>
<p>Numeri che fanno di questo  articolo la più ampia relazione per la valutazione dell’impatto  dell’aborto sui disturbi mentali. Un lavoro importante dunque, con una  conclusione allarmante: per le donne che si sono sottoposte ad un aborto  è aumentato del 81% il rischio di problemi di salute mentale.</p>
<p>Aumentano  sensibilmente anche il rischio di cadere in depressione e quello di  incorrere in disturbi d’ansia. Più che raddoppiato, invece, il rischio  di suicidi; sul fronte delle dipendenze sale del 110% il rischio di  alcoolismo e addirittura del 230% quello del consumo di marijuana.  I  risultati sono coerenti con uno studio<em><a href="http://www.benthamscience.com/cwhr/sample/cwhr1-1/D0003W.pdf" target="_blank"> realizzato sempre dalla Coleman</a></em>, nel 2005, dal quale si evince una chiara correlazione tra aborto indotto e aumento di problemi psicologici.</p>
<p>La prospettiva del ricorso all’aborto  per salvaguardare la salute psichica sembra essere sconfessata anche  dagli studi di altri ricercatori, come quello del <em><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20416147" target="_blank">team guidato dalla ricercatrice canadese Mota</a></em>,  che ha compiuto uno studio su un campione rappresentativo della  popolazione statunitense pubblicato nel 2010. Queste le conclusioni: <em>«Il nostro studio conferma una forte associazione tra aborto e disordini mentali»</em>.</p>
<p>Tra le donne che erano passate da una esperienza di aborto indotto è  stato osservato un aumento del 61% della fobia sociale e del 59% del  rischio di propositi di suicidio, mentre salivano vertiginosamente del  261% il rischio di alcoolismo e del 313% quello della dipendenza da  stupefacenti.  Risultati coerenti con quelli ottenuti nel <strong>2009 </strong>e <em><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19043146" target="_blank">pubblicati sulla Revista da Associação Médica Brasileira (RAMB)</a></em>, dove si mostra che le donne che hanno avuto un aborto indotto hanno maggiori tassi di <strong>ansia, depressione, </strong><strong>sentimenti problematici</strong> e bisognose di un sostegno psicologico.</p>
<p>Lo stesso è stato riportato <strong>maggio 2008</strong>, <a href="http://www.mendeley.com/research/women-and-the-painful-experience-of-therapeutic-abortion/" target="_blank">su <em>Gynécologie obstétrique et fertilité</em>,</a> il mensile di informazione scientifica dei medici francesi, dove i  risultati rivelano il trauma psicologico causato dall’aborto  “terapeutico”: significativo <strong>disagio</strong> vissuto dalla donna, accentuato dall’onnipresente <strong>senso di colpa</strong> e sintomi persistenti di <strong>ansia e depressione</strong>.</p>
<p>In un recente articolo significativamente intitolato<em> <a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-la-menzognadellaborto-che-cura-3650.htm" target="_blank">“La menzogna dell’aborto che cura”</a></em> il dottor <strong>Renzo Puccetti</strong>, specialista in Medicina Interna e membro dell’Unità di Ricerca della <em>European Medical Association,</em> conclude scrivendo: <em>«allo stato delle conoscenze è incontestabile anche per gli stessi abortisti che l’aborto <strong>non è per niente terapeutico</strong>; a livello di salute pubblica costituisce una procedura per le donne di <strong>nessuna utilità al fine della salvaguardia della loro salute mentale</strong>,  si tratta in sostanza di una procedura futile.</em></p>
<p><em> </em><em>A livello fattuale il  “serio pericolo per la salute della donna” posto a giustificazione della  richiesta di aborto dalla legge italiana non riceve alcuna mitigazione  dall’aborto. Vorrà il mondo della politica, dell’informazione, della  cultura, della legge </em><em><strong>prenderne atto</strong> e trarne le logiche conseguenze?»</em>.</p>
<p><strong>Maurizio Ravasio</strong></p>
</div>
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		<title>La pillola va giù, ed è boom di aborti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 13:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Renzo Puccetti su La Bussola del13/01/2012) Da poche settimane il popolo spagnolo non è più governato dal super-laicista Zapatero. Il primo ministro del partido popular Mariano Rajoy Brey che risiede oggi alla Moncloa avrà un bel da fare nel &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2012/01/13/la-pillola-va-giu-ed-e-boom-di-aborti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-95" title="pillole abortive" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2012/01/pillole-abortive.jpg" alt="" width="198" height="148" />(di <strong>Renzo Puccetti </strong> su <em>La Bussola</em> del13/01/2012) Da poche settimane il popolo spagnolo non è più governato dal super-laicista Zapatero. Il primo ministro del <em>partido popular</em> Mariano Rajoy Brey che risiede oggi alla Moncloa avrà un bel da fare  nel rimettere in sesto una nazione su cui sembrava risplendere il sol  dell’avvenir relativista. Non si tratta soltanto delle gravi difficoltà  economiche del paese che vedono un deficit all’8% ed una disoccupazione  al 21,5% che raggiunge il 44% tra i giovani, ma dei molteplici frutti  ammarciti di un’illusione ateistica che aveva ammaliato molti dei nostri  cugini iberici. <span id="more-94"></span></p>
<p>Tra i forse meno noti vi è stata la riforma della legge  sull’aborto che lo ha liberalizzato nelle prime 14 settimane di  gestazione e fino alla ventiduesima settimana in caso di pericolo per la  salute della madre o di anomalie fetali.</p>
<p><strong>La nuova legge</strong>,  approvata il 24 febbraio 2010 con soltanto 6 voti di scarto, è entrata  in vigore il 5 luglio dello stesso anno, stabilendo l’aborto come un  vero e proprio diritto della donna. In precedenza era in vigore la legge  n. 9 del 1985 che permetteva gli aborti nei centri pubblici e privati  accreditati “per evitare un grave pericolo per la salute fisica o  psichica della donna”. Facendo leva su un’interpretazione quanto mai  vasta del termine salute, anche con la vecchia legislazione, soprattutto  a partire dalla fine degli anni ’90, nei centri privati si è cominciato  a fare aborti a tutto spiano, arrivando a sopprimere legalmente anche  bambini di 26 settimane, con casi eclatanti di cliniche-mattatoio su cui  è dovuta intervenire la magistratura spagnola.</p>
<p><strong>Nonostante le dichiarazioni</strong> ottimistiche dell’ex ministro della salute Leire Pajín, le cifre più  recenti sono tutt’altro che confortanti: nel 2010 si sono registrati  113031 aborti, un tasso di 11,49 ogni 1000 donne in età fertile, in  crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente; per ogni 1000 bambini  nati, 233 sono stati soppressi. Non desta peraltro sorpresa constatare  come ancora una volta i numeri provvedono a smascherare l’ipocrita  menzogna volta a giustificare l’aborto come strumento di tutela della  salute della donna; se infatti nei 6 mesi prima della riforma la salute  della madre era fornita come motivazione dell’aborto nel 98% dei casi,  nella seconda metà dell’anno la salute della madre è stata invocata in  uno striminzito 8,1% dei casi, contro l’89% dei casi in cui è bastata la  semplice richiesta della madre. Numeri che dimostrano le proprietà  taumaturgiche della legge libertaria: dopo la nuova legge tutte le  gravidanze certificate essere una minaccia per la salute delle donne  sono scomparse. Ennesima conferma che più si allarga l’accesso  all’aborto, più aborti si verificano nella popolazione.</p>
<p><strong>Aborto che non è affatto</strong> ridotto dal maggior ricorso alla contraccezione come certi  starnazzamenti pseudo-scientifici pretenderebbero di fare credere.  Giusto un anno fa i ginecologi dell’Università di Siviglia hanno  pubblicato i risultati osservazionali su un decennio di aborto in  Spagna: l’aumento della popolazione che usa la contraccezione dal 49% a  quasi l’80%  è andato di pari passo ad un raddoppio degli aborti. Un  risultato niente male che conferma i nostri studi pubblicati nel 2008,  2009 e 2010 e che fanno il paio con i dati che riguardano la pillola del  giorno dopo, la cui vendita libera in farmacia senza necessità di  prescrizione medica è stata stabilita nell’ottobre del 2009 dal governo  Zapatero. Secondo i dati forniti dall’Istituto IMS Health al quotidiano<em> El País</em>,  il numero di confezioni vendute è passato da 388000 nel 2009 a 712000  nel 2010. Che si tratti dell’effetto prodotto dal cambio di normativa è  attestato dal criterio temporale: a settembre, il mese antecedente la  riforma, il numero di confezioni vendute era pari a 37138 ed è salito a  69414 in ottobre, realizzando un incremento dei ricavi dell’86%.</p>
<p><strong>Tra le 21000 farmacie spagnole </strong>quelle  che hanno deciso di vendere la pillola sono passate dopo la modifica  normativa dal 50% al 62-63% e la vendita media per farmacia è salita da 3  a 5 confezioni al mese. Sappiamo che la probabilità di gravidanza tra  la popolazione che chiede la pillola del giorno dopo si attesta intorno  al 4%, se quindi la pillola del giorno dopo ha davvero l’efficacia  propagandata, un incremento delle vendite di 324000 unità avrebbe dovuto  condurre ad una riduzione delle gravidanze indesiderate superiore alle  undicimila unità e ad una conseguente riduzione del numero degli aborti  che invece, chissà perché, anziché diminuire sono aumentati di 1549  unità. Peraltro, proprio nel 2010, il prestigioso istituto Cochrane ha  divulgato la seconda revisione riguardo alla pratica di fornire alle  donne scorte di pillola del giorno dopo da usare in caso di fallimento  contraccettivo.</p>
<p><strong>Analizzando ben undici studi</strong> che includevano 7695 donne gli autori hanno dimostrato che le scorte di  pillole del giorno dopo si associavano ad un incremento dell’impiego del  250%, alla quadruplicazione delle assunzioni multiple ed ad  un’assunzione anticipata di circa 13 ore, tutti elementi che, a rigor di  logica, avrebbero dovuto condurre ad una riduzione delle gravidanze, ma  i numeri, questi testimoni talora scomodi della realtà, si comportano  ancora una volta da convitati di pietra: della preventivata riduzione  delle gravidanze, i ricercatori non hanno notato nemmeno l’ombra.  Ricordate la prescrizione di pillole del giorno dopo alle ragazze che  escono dalle scuole? Ricordate l’idea di diffondere le pillole nei  supermercati? Il giudizio viene per direttissima dalla ricerca  scientifica: idiozie.</p>
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		<title>Congresso internazionale per la Vita</title>
		<link>http://www.famigliadomani.it/2011/12/10/convegno-internazionale-per-la-vita/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 08:03:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Congresso internazionale Ai confini dell’umano. La persona umana nell’epoca della rivoluzione biotecnologica Palazzo San Pio X Via dell’Ospedale (via della Conciliazione) Roma 25-26 Febbraio 2012 SCARICA LA LOCANDINA &#160;&#160;-&#160; &#160;REGISTRATI AL CONGRESSO Sabato 25 Febbraio 8:00 – 9:00    Registrazione 9:00 &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2011/12/10/convegno-internazionale-per-la-vita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Congresso internazionale</span></h3>
<h1 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;">Ai confini dell’umano</span>.</strong><br />
<span style="color: #ff0000;">La persona umana nell’epoca della rivoluzione biotecnologica</span></h1>
<h3 style="text-align: center;">Palazzo San Pio X<br />
Via dell’Ospedale (via della Conciliazione)<br />
<strong>Roma<br />
25-26 Febbraio 2012</strong><br />
<span id="more-103"></span></h3>
<p><a href="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2011/12/convegno25febbraio.pdf" target="_blank">SCARICA LA LOCANDINA</a>  &nbsp;&nbsp;-&nbsp; &nbsp;<a title="Registrati" href="http://www.famigliadomani.it/eventi">REGISTRATI AL CONGRESSO</a></p>
<h4 style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;">Sabato 25 Febbraio </span></h4>
<h4><strong>8:00 – 9:00    Registrazione </strong></h4>
<h4><strong>9:00 – 9:15 </strong><br />
<strong>Saluti di apertura</strong><br />
Luigi Coda Nunziante, Presidente Associazione Famiglia Domani<br />
Prof. Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Roma</h4>
<h4><strong>9:15 – 10:00</strong><br />
<strong>Relazione introduttiva</strong><br />
S. Emin. Rev.ma il Card. Leo Raymond Burke</h4>
<h4><strong>10:00 – 10:30</strong><br />
<em>La portata profetica dell’</em> Humanae Vitae<br />
S. E. Mons. Luigi Negri (Vescovo di S. Marino Montefeltro)</h4>
<h4><span style="color: #ff0000;">10:30 – 10:45 Coffee Break</span></h4>
<h4><strong>10:45 – 11:15</strong><br />
<em>Vita e morte: definizione dell’inizio e della fine dell’uomo in quanto essere giuridico</em><br />
Prof. Rainer Beckman (Giurista &#8211; Università di Heidelberg, Germania)</h4>
<h4><strong>11:15 – 11:45</strong><br />
<em>La legalizzazione dell’aborto procurato nel mondo</em><br />
Prof. Mario Palmaro (Filosofo del Diritto &#8211; Università Europea di Roma)</h4>
<h4><strong>11:45 – 12:15</strong><br />
<em>La “sindrome post-aborto”: evidenze etiche e cliniche sulla difesa della vita umana</em><br />
Prof.ssa Claudia Navarini (Bioeticista &#8211; Università Europea di Roma)</h4>
<h4><strong>12:15 – 12:45</strong><br />
<em>Crisi e fine della procreazione umana ?</em><br />
Dott.ssa Mercedes Wilson (Presidente Family for the Americas)</h4>
<h4><strong><span style="color: #000000;">12:45 – 13:15    Discussione</span></strong></h4>
<h4><span style="color: #ff0000;">Pranzo</span></h4>
<h4><strong>15:00 – 15:30</strong><br />
<em>Gender: una categoria in discussione tra filosofia e diritto</em><br />
Prof.ssa Laura Palazzani (Filosofo del Diritto – LUMSA, Roma)</h4>
<h4><strong>15:30 – 16:00</strong><br />
<em>Trapianti di organi vitali: imporre la morte o salvare vite umane?</em><br />
Prof. Josef Seifert (Filosofo &#8211; Internationale Akademie für Philosophie, Cile)</h4>
<h4><strong>16:00 – 16:30</strong><br />
<em>Come salvare le vite dei cerebrolesi</em><br />
Dott. Cicero Galli Coimbra (Neurologo &#8211; Università di San Paolo, Brasile)</h4>
<h4><span style="color: #ff0000;">16:30 – 17:00    Coffee Break</span></h4>
<h4><strong>17:00 – 17:30</strong><br />
<em>Salvare l’innocente</em><br />
Dott. Paul Byrne (Neonatologo &#8211; Università dell’Ohio, Usa)</h4>
<h4><strong>17:30 – 18:00</strong><br />
<em>Il cuore come piccolo cervello</em><br />
Dott. John Andrew Armour (Neurocardiologo &#8211; Università di Montreal, Canada)</h4>
<h4><strong>18:00 – 18:30 Discussione </strong></h4>
<h4><span style="color: #ff0000;">Domenica 26 febbraio</span></h4>
<h4><strong>9:30 – 10:15</strong><br />
<em>Testimonianza</em><br />
Gianna Emanuela Molla (figlia di S. Gianna Beretta Molla)</h4>
<h4><strong>10:15 – 10:45</strong><br />
<em>Dalla crisi della metafisica al totalitarismo biotecnologico</em><br />
Prof. Matteo D’Amico (Filosofo, A.E.S.P.I.)</h4>
<h4><strong>10:45 – 11:30</strong><br />
<em>Ai confini dell’umano: conclusioni</em><br />
Prof. Roberto de Mattei (Storico, Università Europea di Roma)</h4>
<h4><strong>12:00</strong><br />
Angelus in S. Pietro</h4>
<h4><a href="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2011/12/convegno25febbraio.pdf" target="_blank">SCARICA LA LOCANDINA</a> &nbsp;&nbsp;-&nbsp; &nbsp;<a title="Registrati" href="http://www.famigliadomani.it/eventi">REGISTRATI AL CONGRESSO</a></h4>
<p>Per informazioni scrivere a: info@famigliadomani.it oppure telefonare a: 06.32.33.370</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Aborto, l’impunità è un errore</title>
		<link>http://www.famigliadomani.it/2011/10/26/aborto-l%e2%80%99impunita-e-un-errore/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 08:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Mario Palmaro su “La Bussola Quotidiana” del 21/10/2011) Con l’aborto si uccidono esseri umani innocenti. Per sentirsi dire parole così dure e così schiette alle 8 e trenta della sera, sulla rete più importante del servizio pubblico, c’è voluto &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2011/10/26/aborto-l%e2%80%99impunita-e-un-errore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="aborto" src="http://www.corrispondenzaromana.it/wp-content/uploads/2011/10/radiolondra-300x168.jpg" alt="" width="218" height="122" />(di <strong>Mario Palmaro</strong> su “<em>La Bussola Quotidiana</em>”   del 21/10/2011) Con l’aborto si uccidono esseri umani innocenti.  Per   sentirsi dire parole così dure e così schiette alle 8 e trenta della    sera, sulla rete più importante del servizio pubblico, c’è voluto il    coraggio un po’ incosciente, la sfrontatezza diremmo, di Giuliano    Ferrara. A lui va una menzione d’onore per questa autodeflagrazione    mediatica, questa vera e propria esplosione che ha investito l’etere    l’altra sera, durante il consueto breve spazio di Radio Londra su Rai 1.      <span id="more-86"></span></p>
<p><strong>Prendendo spunto dalla sentenza della Corte di Giustizia europea</strong> contro i brevetti ottenuti da esperimenti su embrioni, il direttore del <em>Foglio</em> ha lanciato un’invettiva lucida e spietata contro l’aborto: se i    giudici della corte dicono che l’embrione è fin dagli albori un essere    umano – questo il ragionamento di Ferrara – allora significa che con    l’aborto noi continuiamo per legge a uccidere – ma il direttore del <em>Foglio</em> ha detto “ammazzare” – delle persone innocenti.</p>
<p><strong>C’è voluto un laico impertinente come Giuliano Ferrara</strong> per osare affermare ciò che per decenni molti altri, e noi cattolici in    testa, hanno avuto paura di dire. Per questo motivo quelle parole di    Ferrara fanno uno strano effetto, e assomigliano a una fucilata, a un    colpo sparato a sorpresa per orecchie che ormai non erano più abituate  a   sentirselo dire, quel fatto terribile e imbarazzante, e cioè che    l’aborto uccide innocenti. Perfino noi pro life da tempo andiamo alla    ricerca delle perifrasi, dei giri di parole, degli eufemismi, delle    magie dell’antilingua che servano a evitare di dire come stanno le cose.</p>
<p><strong>Per questo, davanti a uno come Ferrara bisogna togliersi il cappello,</strong> e ringraziare la Provvidenza di avercelo mandato a strapazzarci e a    scuoterci dal torpore e dall’indifferenza, lui che proviene da una    solida formazione comunista ortodossa, e lui che l’altro giorno –    purtroppo – annunciava di aver mandato mille euro a Radio Radicale    affinché non chiuda.</p>
<p><strong>Giuliano Ferrara è un amico che, in base alla propria storia</strong> e al proprio percorso personale, dà tutto quello che può dare, e anche    di più. E’ il centurione di Cafarnao, che si professa pagano ma al   quale  Gesù attribuisce più fede di quella di qualunque altro uomo in   tutta  Israele. Quindi, come dicevamo, <em>chapeau</em>.</p>
<p><strong>D’altra parte, il discorso fatto l’altra sera da Ferrara sull’aborto presenta un punto debole grave</strong>, del quale è bene parlare. Secondo il direttore del <em>Foglio</em> – che lo ha ribadito in una pagina-manifesto sul suo quotidiano –    l’aborto è sbagliato, ma non può essere vietato dalla legge; né la donna    e chi coopera all’aborto devono essere puniti. La contrarietà    all’aborto, secondo Ferrara, deve esprimersi sul piano culturale,    economico e in generale delle scelte politiche di un governo, lasciando    però del tutto impregiudicato quel diritto all’aborto sancito dalle    leggi abortiste, 194 in testa.</p>
<p><strong>Questa posizione contiene un errore sostanziale</strong>;    sotto il profilo logico, perché non si può combattere veramente    l’aborto senza vietarlo. Certo, si può e si deve discutere quale debba    essere la misura e la qualità della sanzione. Ma non esiste tutela    giuridica di un diritto fondamentale se poi chi lo viola resta    bellamente impunito. Non si può tutelare la proprietà privata e    dichiarare insieme l’impunità di chi ruba. Dire che lo Stato è contro    l’aborto, e nello stesso tempo trasformarlo in una scelta insindacabile    della donna, facendolo pagare dal servizio sanitario pubblico, è una    contraddizione in termini da cui non si può uscire.</p>
<p><strong>E, infatti, in Italia 33 anni di 194 hanno prodotto 5 milioni di vittime dell’aborto</strong> e una cultura politica, giuridica e morale accondiscendente all’aborto.    La legge 194 ha prodotto la legittimazione giuridica dell’eugenetica,    per cui con la 194 si pone fine alla nascita dei bambini down e    portatori di altri patologie individuate con la diagnosi prenatale. E    sempre la legge ha prodotto l’idea che fare o non fare nascere sia una    scelta della donna.</p>
<p><strong>Questa porzione della battaglia contro l’aborto è la più difficile da digerire</strong> e da comunicare, ed è per questo che anche nel mondo pro life da troppo    tempo si è deciso di “stralciarla” dal dibattito: impegniamoci per    aiutare le donne, e rassegniamoci in silenzio e in buon ordine a    convivere fino alla fine dei tempi con le leggi pro aborto.</p>
<p><strong>Sarà bene ricordare a tutti che non è questo l’insegnamento solenne della Chiesa</strong>; e che nella <em>Evangelium Vitae</em> si stabilisce senza esitazione che gli stati non possono ammettere    l’uccisione dei nascituri per legge; e che simili leggi ingiuste debbono    essere denunciate e combattute incessantemente dai cattolici e dalle    persone di buona volontà, poiché esse non sono più leggi, ma simulacri    di leggi, autentica violenza legalizzata.</p>
<p><strong>Chiedere a Giuliano Ferrara di farsi esplodere un’altra volta in diretta Tv</strong> per dire queste cose è, probabilmente, troppo. Ma sarebbe una vera    tragedia se non si trovasse più qualcun altro, magari fra i cattolici e i    pro life, pronto a ripetere al mondo che non è possibile, mai,    rassegnarsi di fronte a una legge che riconosce il diritto di uccidere.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>International Congress for Life</title>
		<link>http://www.famigliadomani.it/2011/09/13/124/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 08:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.famigliadomani.it/?p=124</guid>
		<description><![CDATA[International Congress&#160; The Boundaries of the Human The Human Being at the time of the biotechnological Revolution Palazzo San Pio X Via dell’Ospedale (via della Conciliazione) Rome February 25-26, 2012 Saturday 25 February&#160; 8:00 – 9:00    Registration 9:00 – 9:15 &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2011/09/13/124/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong>International Congress</strong>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">The Boundaries of the Human</span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">The Human Being at the time of the biotechnological Revolution</span></strong></p>
<p>Palazzo San Pio X<br />
Via dell’Ospedale (via della Conciliazione)<br />
<strong>Rome<br />
February 25-26, 2012<span id="more-124"></span></strong></h2>
<h3><strong><span style="color: #ff0000;">Saturday 25 February</span></strong>&nbsp;</p>
<p><strong>8:00 – 9:00    Registration</strong></p>
<p><strong>9:00 – 9:15 </strong><br />
<strong>Welcoming Remarks</strong><br />
Luigi Coda Nunziante, President Associazione Famiglia Domani<br />
Prof. Emmanuele Emanuele, President Fondazione Roma</p>
<p><strong>9:15 – 10:00</strong><br />
<em><strong>Keynote Speech</strong></em><br />
His Eminence Card. Leo Raymond Burke</p>
<p><strong>10:00 – 10:30</strong><br />
<em>The Wisdom of</em> Humanae Vitae<br />
H. E. Mons. Luigi Negri (Bishop of S. Marino Montefeltro)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">10:30 – 10:45 Coffee Break</span></strong></p>
<p><strong>10:45 – 11:15</strong><br />
<em>Life and Death: Defining the Beginning and the End of the Human Being as a Legal Entity</em><br />
Pr. Rainer Beckman (Jurist &#8211; Heidelberg University, Germany)</p>
<p><strong>11:15 – 11:45</strong><br />
<em>Legalisation of the procured abortion in the world</em><br />
Pr. Mario Palmaro (Philosopher of Law &#8211; European University of Rome)</p>
<p><strong>11:45 – 12:15</strong><br />
<em>“Post-abortion syndrome”: ethical and clinical evidences regarding defense of human life</em><br />
Pr. Claudia Navarini (Bioethicist &#8211; European University of Rome)</p>
<p><strong>12:15 – 12:45</strong><br />
<em>The Demise of Human Procreation?</em><br />
Dr. Mercedes Wilson (President of Family for the Americas)</p>
<p><strong>12:45 – 13:15    Discussion</strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Lunch</span></strong></p>
<p><strong>15:00 – 15:30</strong><br />
<em>Gender: A Debated Category between Philosophy and Law</em><br />
Pr. Laura Palazzani (Philosopher of Law &#8211; LUMSA)</p>
<p><strong>15:30 – 16:00</strong><br />
<em>Transplantation of Vital Organs: imposing Death or saving Lives? </em><br />
Pr. Josef Seifert (Philosopher &#8211; International Academy of Philosophy, Chile)</p>
<p><strong>16:00 – 16:30</strong><br />
<em>How to Save the Lives of Brain Injured Persons</em><br />
Dr. Cicero Galli Coimbra (Neurologist &#8211; University of São Paulo, Brazil)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">16:30 – 17:00    Coffee Break</span></strong></p>
<p><strong>17:00 – 17:30</strong><br />
<em>Saving the Innocent</em><br />
Dr. Paul Byrne (Neonatologist &#8211; University of Toledo, College of Medicine, Ohio, USA)</p>
<p><strong>17:30 – 18:00</strong><br />
<em>The Little Brain in the Heart </em><br />
Dr. John Andrew Armour (Neurocardiologist &#8211; University of Montreal, Canada)</p>
<p><strong>18:00 – 18:30 Discussion</strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Sunday 26 February</span></strong></p>
<p><strong>9:30 – 10:15</strong><br />
<em>Testimonials</em><br />
Gianna Emanuela Molla (daughter of St Gianna Beretta Molla)</p>
<p><strong>10:15 – 10:45</strong><br />
<em>From the Crisis of Metaphysics to the Biotechnological Totalitarianism</em><br />
Pr. Matteo D’Amico (Philosopher &#8211; A.E.S.P.I.)</p>
<p><strong>10:45 – 11:30</strong><br />
<em>The Boundaries of the Human: concluding remarks </em><br />
Pr. Roberto de Mattei (Historian &#8211; European University of Rome)</p>
<p><strong>12:00</strong><br />
Angelus in Saint Peter</p>
<p>For more information:<a href="http://www.famigliadomani.it/contatti/" target="_blank"> info@famigliadomani.it</a> – phone: +39-06.32.33.370 or +39-06.32.20.291</h3>
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		</item>
		<item>
		<title>Aborto: la prima Marcia per la Vita in Italia</title>
		<link>http://www.famigliadomani.it/2011/06/03/aborto-la-prima-marcia-per-la-vita-in-italia/</link>
		<comments>http://www.famigliadomani.it/2011/06/03/aborto-la-prima-marcia-per-la-vita-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 14:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[(fonte: Corrispondenza romana) Erano in tanti sabato scorso a Desenzano alla prima Marcia per la Vita italiana. La piccola e tranquilla cittadina sulle sponde del lago di Garda si è riempita improvvisamente di una giovane folla gioiosa e festante che &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2011/06/03/aborto-la-prima-marcia-per-la-vita-in-italia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2011/06/DSC_1017.jpg"><img class="size-medium wp-image-61 alignright" title="DSC_1017" src="http://www.famigliadomani.it/wp-content/uploads/2011/06/DSC_1017-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>(fonte: <a title="http://www.corrispondenzaromana.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1643:aborto-la-prima-marcia-per-la-vita-in-italia&amp;catid=20:aborto&amp;Itemid=11" href="http://www.corrispondenzaromana.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1643:aborto-la-prima-marcia-per-la-vita-in-italia&amp;catid=20:aborto&amp;Itemid=11" target="_blank">Corrispondenza romana</a>)  Erano in tanti sabato scorso a Desenzano alla prima Marcia per la Vita   italiana. La piccola e tranquilla cittadina sulle sponde del lago di   Garda si è riempita improvvisamente di una giovane folla gioiosa e   festante che voleva esprimere il suo “sì” alla vita ma un altrettanto   chiaro “no” alla cultura di morte che sempre di più si diffonde nel   Paese.<br />
<span id="more-12"></span><br />
La manifestazione, promossa dal Movimento Europeo Difesa Vita (MEDV)  e  dall’Associazione Famiglia Domani, si inserisce nella lunga scia di   marce nazionali che ogni anno si svolgono in vari Paesi del mondo. Ma in   Italia era la prima volta da quel lontano 17 maggio 1978 quando venne   promulgata la terribile legge 194. E da quella data, in Italia sono   stati eliminati più di 5 milioni di bambini… Ma una nazione senza   bambini è una nazione senza futuro, destinata a perire. E per opporsi a   questo tante associazioni hanno aderito all’appello: le Sentinelle del   Mattino, il Comitato Verità e Vita, la Fondazione Lepanto con le sue   numerose bandiere, la rivista Radici Cristiane, Militia Christi con il   suo striscione contro l’aborto, Scienza e Vita di Pontremoli e di   Pisa-Livorno, l’associazione Libertà e Persona, il Movimento con Cristo   per la Vita, il Movimento mariano Regina dell’Amore, l’Associazione Ora   et Labora in difesa della vita, l’Associazione «Italia Cristiana» e  vari  gruppi locali del Movimento per la Vita. Ma anche due istituti   religiosi erano ben presenti: i Francescani dell’Immacolata tra i quali i   padri Massimiliamo De Gasperis e Serafino Lanzetta e numerose suore  del  Verbo Incarnato. E non sono mancati i messaggi di sostegno che  hanno  incoraggiato i giovani marciatori. Il Cardinale Ennio Antonelli,   presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha scritto:   «volentieri invio il mio saluto in occasione della “Marcia per la Vita”   (…) in memoria di Giuseppe Garrone, instancabile difensore del diritto   alla vita, e in onore del dottor Oscar Elias Biscet, strenuo  sostenitore  dei diritti umani, recentemente scarcerato grazie alla  mediazione della  Chiesa cattolica cubana. Esprimo a voi il mio caloroso  saluto e la più  viva gratitudine per il vostro generoso impegno».</p>
<p>Mons. Mario  Oliveri, Vescovo di Albenga-Imperia, ha esortato ad «una  forte  proclamazione della verità sull’origine, sulla dignità, sulla   intangibilità della vita umana, proclamazione rivolta a muovere la   volontà di molti (si spera di moltissimi) al rispetto assoluto della   vita umana e alla sua promozione. La verità sulla vita è offuscata e   negata da tutti coloro che non accolgono Dio come principio e fine di   tutte le cose, che non accolgono che la vita dell’uomo è chiamata ad   eternità». Mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, ha   assicurato che non ci può essere «proclamazione autentica della fede   nella società senza la proclamazione del valore della vita e la sua   difesa nei confronti di tutte le minacce, cominciando da quelle di legge   inique». Il Vescovo ausiliare di Firenze, Monsignor Claudio Maniago,  ha  voluto esprimere agli organizzatori il suo “compiacimento per   l’impegno, e vorrei dire il coraggio”, per una manifestazione il cui   “fondamento obiettivo, e quindi pregio oggi quanto mai da sottolineare   con forza, di porre all’attenzione della pubblica opinione l’importanza e   il rispetto della vita in tutte le sue fasi. Opera questa certamente   meritoria che chiama tutti alla testimonianza cristiana”.</p>
<p>Tra le  oltre 600 persone, erano presenti molte personalità  importanti del  mondo cattolico italiano: oltre al professor Francesco  Agnoli, anima  dell’iniziativa, il giornalista Alessandro Gnocchi,  l’eurodeputato  Lorenzo Fontana, la scrittrice Cristina Siccardi, Paolo  Deotto di  “Riscossa Cristiana”, Palmarino Zoccatelli di “Famiglia &amp;  Civiltà”,  Normanno Malaguti di “Vera Lux”. “Radio Maria” ha inoltre  assicurato la  diretta delle tavole rotonde, mentre “Tele Pace” ha  realizzato un ampio  servizio sulla giornata.</p>
<p>Nel pomeriggio, si sono svolte due  tavole rotonde alle quali hanno  partecipato molti dei più  rappresentativi esponenti del mondo pro-life:  dal prof. Mario Palmaro  del Comitato Verità e Vita, al ginecologo  Antonio Oriente, da Silvio  Ghielmi, a Renzo Puccetti. Sempre nel corso  della seconda parte della  giornata sono stati premiati alcuni esponenti  del mondo cattolico, che  si stanno distinguendo per il loro operato:  Giampaolo Barra, direttore  della rivista “Il Timone”; Roberto de  Mattei, presidente della  Fondazione Lepanto; Giovanni Zenone, direttore  della casa editrice  Fede&amp;Cultura; Maria Pellegrini, pilastro del  telefono verde SOS Vita  e padre Livio Fanzaga, direttore di “Radio  Maria”. Hanno chiuso la  giornata varie celebrazioni di Sante Messe, due  delle quali secondo in  rito romano antico. È stato inoltre presente,  attraverso il telefono, il  dott. Oscar Elias Biscet, liberato un paio  di mesi fa dal regime  comunista cubano, che rappresenta uno dei più  strenui difensori  contemporanei della vita.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Prima Marcia in Italia per affermare la cultura della vita</title>
		<link>http://www.famigliadomani.it/2011/05/28/prima-marcia-in-italia-per-affermare-la-cultura-della-vita/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 10:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[attivita]]></category>

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		<description><![CDATA[La marcia di oggi, è una marcia per la vita. “Chi odia me – dice la Sapienza – ama la morte”. Cosa vogliamo fare noi, qui, oggi, manifestando pubblicamente, in tanti, senza strepiti, in un clima di serenità e amicizia? &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2011/05/28/prima-marcia-in-italia-per-affermare-la-cultura-della-vita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="marcia per la vita" src="http://www.marciaperlavita.it/wp-content/uploads/2011/03/loghi1.jpg" alt="" width="200" height="137" />La marcia di oggi, è una marcia per la vita. “Chi odia me – dice la  Sapienza – ama la morte”. Cosa vogliamo fare noi, qui, oggi,  manifestando pubblicamente, in tanti, senza strepiti, in un clima di  serenità e amicizia?</p>
<p>Vogliamo semplicemente ricordare che è necessario agire ogni giorno  per una cultura della vita, nelle mille modalità che ci sono possibili,  cercando di contrastare una cultura della morte che sembra sempre più  forte.<span id="more-58"></span></p>
<p>Da più di trent’anni nel nostro paese è legale abortire: cioè  uccidere un innocente, dopo averlo chiamato alla vita. Spesso lo si  uccide senza neppure sapere cosa si sta facendo: in troppi, da troppi  anni, sostengono che abortire “è un diritto”, e che l’embrione è solo  “un grumo di cellule”, un “ricciolo di materia”… e via di questo passo.  Piano piano si sta perdendo di vista quanto ciò sia abominevole. Ci  stiamo abituando alla disumanità.</p>
<p>Il nostro compito è allora quello di contribuire a ricordare che  l’aborto è un omicidio: dire la verità è un’ opera di misericordia. Che  spesso costa fatica, magari anche l’odio di molti, ma per la quale vale  la pena di impegnarsi.</p>
<p>Soprattutto dobbiamo ricordare che ogni bambino è un figlio: perciò  l’aborto è uccisione anche del padre e della madre, che sono all’origine  di quella vita. Quando un figlio muore, muoiono con lui anche la madre  (che precipita, prima o poi, volente o nolente, in incubi, paure,  rimorsi…) e il padre; muore, suicida, la famiglia; muore la società,  sempre più<br />
anziana, paurosa, sterile, nel corpo e nel cuore. La nostra povera  società in cui diminuiscono ogni anno i matrimoni e i figli, mentre  aumentano soltanto la divisione e la solitudine.</p>
<p>L’aborto è divenuto legale, in Italia, nel 1978: è stata la perfetta  conseguenza di un lungo attacco, a 360 gradi, alla famiglia, definita,  nella cultura sessantottina, una “camera a gas”. L’aborto legale e  gratuito viene dopo che si è predicata l’uccisione dell’autorità, e, con  essa, la morte del padre; viene dopo che si è insegnato da mille  pulpiti che la maternità non è la ricchezza delle donne, ma il loro  limite e il loro impedimento.</p>
<p>Per questo, essere pro life significa anzitutto tornare a comprendere  e a raccontare il valore, la bellezza, la grandezza della famiglia:  della maternità e della paternità, del figlio come dono e  responsabilità, del matrimonio come impegno profondo, di fronte a Dio e  agli uomini. Tornare a costruire, anzitutto, famiglie vere, famiglie  unite, famiglie radicate.</p>
<p>La battaglia per la vita non è soltanto per salvare bambini destinati  ad una morte violenta, sotto i freddi ferri del chirurgo o l’azione  dissolvente di veleni sempre più potenti.</p>
<p>E’ anche perchè possano nascere con un padre e una madre, come è  sempre stato nella storia dell’umanità. In opposizione a chi vuole  imporre nuovi modelli di unione e procreazione:  “matrimoni” tra due  uomini o tra due donne (con annesso il relativo diritto all’adozione o  alla produzione tramite Fiv), uteri in affitto, mamme-nonne e singles,  siringhe con sperma maschile vendute in internet, eccetera…</p>
<p>Oggi siamo qui, non per ergerci a giudici di nessuno. Semmai per  ricordarci che dobbiamo essere anche pronti ad aiutare, anche nel  concreto, ogni padre, ogni madre ed ogni figlio in difficoltà.</p>
<p>Ci sentiamo responsabili dei nostri fratelli: delle donne ingannate  dalla cultura di Erode e della Bonino; degli uomini spogliati della loro  paternità; dei bambini, vittime sacrificali di una società che  trasforma i capricci in diritti, e i diritti nella legge del più forte.</p>
<p>Dobbiamo essere necessariamente chiari, intransigenti, netti, quanto  alla Verità, senza la quale non esiste salvezza, ma nel contempo  mostrarci pieni di comprensione e di carità, perché ogni storia ed ogni  tragedia è conosciuta – nelle sue profondità insondabili per l’uomo –  soltanto da Dio.</p>
<p>Faremo alcuni chilometri a piedi, in piena libertà: conoscendoci, meditando, pregando…<br />
Chi vuole può sventolare i palloncini, azzurri e rosa, in onore di tanti bambini e bambine<br />
soppressi. In onore di tante madri e di tanti padri che sono morti, nell’animo, con i loro figli.</p>
<p>Poi, una volta giunti all’abbazia, dopo il pranzo, avremo la  possibilità di assistere a due tavole rotonde sui temi della vita e, per  chi lo desidera, alla santa Messa. Buona<br />
camminata!”</p>
<p><strong>Virginia Coda Nunziante </strong>(Famiglia domani)<br />
<strong>Francesco Agnoli </strong>(Mevd: Movimento Europeo Difesa Vita)</p>
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		<title>Anche l’Italia marcia per la vita</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 13:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Francesco Agnoli 04-05-2011 su “La Bussola quotidiana“) Da anni, in quasi tutti i paesi d’Europa e non solo, vi è ogni anno un raduno nazionale, che prende il nome di “marcia per la vita”. Lo scopo è quello di &#8230; <a href="http://www.famigliadomani.it/2011/05/05/anche-l%e2%80%99italia-marcia-per-la-vita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>(di <strong>Francesco Agnoli</strong> 04-05-2011 su “<a title="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/home.htm" href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/home.htm" target="_blank">La Bussola quotidiana</a>“)</div>
</div>
<p><a href="http://www.marciaperlavita.it/wp-content/uploads/2011/04/bussola.gif"><img class="alignright" title="bussola" src="http://www.marciaperlavita.it/wp-content/uploads/2011/04/bussola.gif" alt="" width="200" height="60" /></a>Da  anni, in quasi tutti i paesi d’Europa e non  solo, vi è ogni anno un  raduno nazionale, che prende il nome di “marcia  per la vita”. Lo scopo è  quello di manifestare pubblicamente una  concezione della vita come  dono intangibile, che è stata negata dal  tempo in cui l’Occidente ha  legalizzato e reso via via sempre più  indifferente e banale il ricorso  all’aborto. Questa marcia può essere di  vari tipi, a seconda della  sensibilità degli organizzatori e delle  diverse attitudini dei vari  popoli.<span id="more-55"></span></p>
<p><strong>Costituisce, però, in ogni modo, un richiamo pubblico</strong>,   e soprattutto è l’occasione per trovarsi, tra quanti ogni giorno   cercano di portare avanti la loro piccola o grande battaglia per la   vita: i cosiddetti pro life, o, come si diceva in passato, pro vita.</p>
<p><strong>In Italia, purtroppo, una  marcia simile a quella presente negli altri paesi europei</strong>,   o negli Usa, non esiste. Questo è dovuto a vari motivi, uno dei quali   paradossalmente è la forte presenza, nel nostro paese, sino a pochi  anni  fa, di un grande partito, la Dc, che purtroppo ha contribuito, in  vario  modo, alla legalizzazione dell’aborto con l’introduzione della  legge  194. Proprio quella Dc, colpevole di questo grande tradimento  (del  paese, della Chiesa e delle sue stesse origini), ha poi sempre  voluto  che i toni del confronto rimanessero molto bassi. Che i pro life   italiani sussurrassero, piano piano, la loro posizione… per non   infastidire, per non creare problemi, discussioni… Purtroppo questa   commistione tra battaglia pro life e politica ha nuociuto fortemente   alla causa.</p>
<p><strong>Così abbiamo un paese in cui sono nate tante bellissime e lodevoli iniziative</strong> a favore delle ragazze madri, dei bambini, della famiglia (penso ai   Centri di Aiuto alla Vita, al Progetto Gemma, al telefono SOS Vita…), ma   ben poco è sorto, invece, sul piano della costruzione culturale. Pochi   libri di bioetica, scarsa presenza di intellettuali e attivisti pro   life, scarsa attività sul territorio per far conoscere veramente cosa è   l’aborto, quali sono i rischi che corre la donna, quale è la vita   profonda del feto ecc…Eppure l’informazione corretta costituisce il   primo mezzo per prevenire la tragedia dell’aborto e per smascherare le   bugie del partito di Erode.</p>
<p><strong>Anche le “marce” e le manifestazioni pubbliche sono state ritenute, da molti, inopportune,</strong> quando invece, come ha insegnato il Family Day del 2005, hanno anch’esse una grande funzione.<br />
Ma finalmente qualcosa si sta muovendo. Infatti quest’anno si svolgeranno due “marce”, una a Roma, il 22 maggio (<a href="http://www.lifeday.it/">www.Lifeday.it</a>), con un passaggio davanti al Senato della Repubblica, ed una a Desenzano sul Garda, il 28 maggio (<a href="http://www.marciaperlavita.it/2011/05/04/">www.marciaperlavita.it</a>).</p>
<p><strong>Alla prima hanno già dato la loro adesione l’ideatore</strong>,   Piero Pirovano, autore di tante belle battaglie per la vita, l’on.   Carlo Casini e alcuni Cav (Centri aiuto alla vita); alla seconda,   promossa dal Movimento Europeo Difesa Vita e Dignità umana (Mevd) e da   Famiglia Domani, hanno aderito riviste come Il Timone, Radici Cristiane,   Studi cattolici…, associazioni come Libertà e persona, Alleanza   cattolica, l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, le Sentinelle del   mattino, Vita umana internazionale, la Scuola di Cultura Cattolica di   Bassano del Grappa, il Columbia Institute, e tante altre (tra cui MpV e   Cav locali, associazioni di Scienza e Vita ecc..). Hanno aderito,   inoltre, voci autorevoli di radio Maria, come Renzo Puccetti, il   direttore del Timone, Giampaolo Barra, intellettuali come Cesare   Cavalleri, Cristina Siccardi, Claudio Risè, Francesco Dal Pozzo, Massimo   Viglione, Corrado Gnerre e tanti altri pro life conosciuti in Italia   per le loro iniziative. Di grande spessore anche le testimonianze   previste: il dottor Oriente, braccio destro di Pino Noia, noto   co-fondatore dell’Aigoc e della Quercia millenaria, racconterà del suo   passato di medico abortista, mentre Silvio Ghielmi, co-fondatore del   Movimento per la Vita, ricorderà la nascita del Progetto Gemma, di cui è   stato co-fondatore e primo gestore.</p>
<p><strong>La camminata di Desenzano, che non vuole avere intenti di tipo “politico” nel senso deteriore</strong> del termine, ma solo costituire un incontro tra pro life italiani   sparsi in varie zone, per un approfondimento dell’amicizia e dei temi   all’ordine del giorno nel nostro paese, sarà dedicata all’eroe cubano   pro life Oscar Elias Biscet e al grande Giuseppe Garrone, inventore, tra   le altre cose, del telefono verde “SOS Vita”. Chi desiderasse aderire o   avere informazioni può contattare: <a href="mailto:biscetlibero@tiscali.it">biscetlibero@tiscali.it</a> o <a href="mailto:info@marciaperlavita.it">info@marciaperlavita.it</a></p>
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